Un agente della polizia municipale durante i rilievi dell’incidente
Un agente della polizia municipale durante i rilievi dell’incidente

Imola, 26 marzo 2019 - Un tonfo sordo nel pomeriggio, poi il frastuono delle pale di un elicottero. E’ il dramma che si è consumato ieri pomeriggio, intorno alle 14,50 in via Pirandello, proprio davanti al supermercato Famila. Mentre attraversava la strada in corrispondenza delle strisce pedonali, accompagnata dalla propria bicicletta ‘graziella’, una donna di 67 anni di origini ucraine (L. O.) è stata investita da una Fiat Panda di colore bianco.

Sopraggiunti i sanitari del 118, le condizioni della vittima – da tempo residente a Imola – sono apparse subito critiche, tanto da rendersi necessario persino l’intervento dell’elisoccorso, che l’ha trasportata all’ospedale Maggiore di Bologna con un codice di massima gravità.

A seguito dell’urto, con la Panda bianca, guidata da P.A., un uomo di 81 anni che transitava in direzione Forlì, la donna ha picchiato violentemente contro il vetro ed è stata sbalzata (assieme al suo mezzo) nella carreggiata opposta. La caduta rovinosa si è fermata proprio davanti a un’auto dello stesso modello, questa però di colore rosso e di immatricolazione più datata, che sopraggiungeva in direzione Bologna, e che, presumibilmente, si era fermata per far passare gli altri pedoni.

Sotto choc la conducente M. G., una donna di 56 anni, rimasta tuttavia illesa. Sul posto, oltre al personale di soccorso, sono intervenute due auto della Polizia Municipale per effettuare i rilievi e per regolare la circolazione, grazie a due posti di blocco posti alle intersezioni con via Alighieri e via del Tiro a segno.

Al momento sono in corso ulteriori indagini per capire se la vittima fosse in sella alla bicicletta o la stesse portando a mano, visto che, in quel punto, l’attraversamento è esclusivamente pedonale, e non ciclabile. Via Pirandello è rimasta chiusa circa due ore nel pomeriggio di ieri, riaprendo intorno alle 17.

Nel frattempo le due auto, sia la Panda rossa che quella dell’investitore, ammaccata, con il vetro sfondato, e arrestatasi dopo una trentina di metri, sono state poste sotto sequestro su disposizione del magistrato di turno.