Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Imola (foto di repertorio)
Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Imola (foto di repertorio)
di Gabriele Tassi La luce accesa. Poi le ostie, i paramenti e le croci sul pavimento. Padre Marius si accorge che la casa non è più come l’aveva lasciata qualche ora prima. Sono passati i ladri, forse qualcuno preparato, qualcuno che sapeva dove e cosa cercare. Si sono portati via l’affetto della comunità: "Oltre tremila euro di offerte – spiega il parroco della chiesa ortodossa rumena di piazza Mirri –. Soldi che tenevo in casa, ed erano già destinati alla comunità e ai bambini...

di Gabriele Tassi

La luce accesa. Poi le ostie, i paramenti e le croci sul pavimento. Padre Marius si accorge che la casa non è più come l’aveva lasciata qualche ora prima. Sono passati i ladri, forse qualcuno preparato, qualcuno che sapeva dove e cosa cercare. Si sono portati via l’affetto della comunità: "Oltre tremila euro di offerte – spiega il parroco della chiesa ortodossa rumena di piazza Mirri –. Soldi che tenevo in casa, ed erano già destinati alla comunità e ai bambini bisognosi".

I fatti, l’altra sera, si sono consumati fra le 19 e le 22. "Io e mia moglie siamo usciti per andare a prendere una delle nostre bimbe da danza – spiega il sacerdote –. Erano le 19; poi ci siamo fermati un po’ a casa di amici per fare due chiacchiere, rincasando intorno alle 22". Marius parcheggia la macchina sotto casa, mentre la moglie sale al piano rialzato per andare ad aprire la porta.

"La luce accesa l’ha insospettita – prosegue il racconto –, e le è parso di sentire dei rumore all’interno dell’abitazione, così, dopo aver capito tutto, è corsa di sotto e mi ha detto di chiamare i carabinieri. Siamo molto spaventati, per noi, per quanto accaduto e per le nostre figlie". Gli uomini del maggiore Andrea Oxilia arrivano sul posto e si trovano davanti l’appartamento completamente a soqquadro. Cassetti e ante degli armadi aperte, oltre a tutti gli oggetti sacri scaraventati a terra come in segno di smacco.

All’appello, come già detto, mancano diverse migliai di euro, frutto delle donazioni dei fedeli, diverse centinaia solo in riva al Santerno, parte in banconote, parte, chiaramente, in moneta. Il sospetto è che ad agire possa essere stato qualcuno di molto ben organizzato. Un colpo studiato ad hoc insomma, pensato proprio per arraffare le offerte destinate invece a una buona causa. Dell’episodio è arrivata voce anche in Comune: il sindaco Marco Panieri, si è detto "molto vicino alla comunità", condannando il gesto "di una gravità inaudita".

Saranno quindi i militari dell’Arma a occuparsi delle indagini. Stando a quanto riferito, il malvivente (o i malviventi), si sarebbero introdotti da una finestra posta al piano rialzato, semplicemente scassinando l’infisso. Poi, nell’arco delle due ore di assenza del parroco, avrebbero rovistato in tutta l’abitazione in cerca dei soldi delle offerte, andandosene poi lasciando pure la luce accesa.

Ogni indizio è buono ora, contando che in zona non sono presenti telecamere di sicurezza: caccia aperta ai ladri di offerte.