ENRICO AGNESSI
Cronaca

L’eterna incompiuta . Il governo sblocca i lavori per la Bretella . Attesa per l’ultima firma

Nullaosta alla convenzione tra Comune e Società Autostrade per le opere compensative relative alla quarta corsia della A14. Decisiva la visita in città del vice ministro Galeazzo Bignami (FdI).

L’eterna incompiuta . Il governo sblocca  i lavori per la Bretella . Attesa per l’ultima firma

L’eterna incompiuta . Il governo sblocca i lavori per la Bretella . Attesa per l’ultima firma

Il progetto per il completamento della Bretella compie un passo in avanti. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha dato infatti il nulla osta alla convenzione tra Comune e Autostrade per l’Italia per le cosiddette ‘opere compensative’ relative alla costruzione della quarta corsia della A14, sbloccando così una pratica ferma dallo scorso autunno. Decisiva in questo senso è stata la visita a Imola del viceministro Galeazzo Bignami, che nei giorni scorsi ha fatto tappa in città per incontrare il sindaco Marco Panieri.

Un colloquio proficuo, per quanto rimasto fin qui riservato, durante il quale il primo cittadino ha portato la questione all’attenzione di Bignami.

Ormai quasi un anno fa, Autostrade per l’Italia ha infatti trasmesso al Comune la bozza di convenzione per le opere previste dal vecchio protocollo di intesa.

Lo scorso novembre, il Municipio ha risposto inviando a Roma la delibera di approvazione dell’accordo di massima, che è stata poi girata da Autostrade alla Direzione generale per le strade e le autostrade del ministero. Ora il disco verde dello stesso Mit, che ha riportato la pratica sul tavolo di Autostrade in vista dell’ultimo e decisivo via libera.

La firma in calce alla convenzione dirotterà 18 milioni nelle casse del Municipio. Di questi, 14 milioni sono destinati al completamento della Bretella (compreso il milione di extra-costi per i lavori della nuova rotatoria in via Salvo D’Acquisto fermi ormai da mesi a causa dei rincari delle materie prime e per i quali il Comune ha già stanziato ulteriori 250mila euro) e altri quattro milioni al collegamento della viabilità tra la via Emilia e il casello (riqualificazione di viale d’Agostino e via Montanara; rotatorie Lughese-Lasie, Lughese-San Prospero e via Emilia-via Zello).

Proprio da via Salvo d’Acquisto ricomincerà il tracciato della Bretella per gli ultimi 600 metri mancanti, fino a via Punta (di fronte al supermercato Sigma). Il progetto è ormai noto: due corsie per senso di marcia, in trincea ma "a quota poco al di sotto del piano campagna attuale", con rampa di uscita su svincolo di via D’Acquisto. Tale progetto, presentato in autunno nel corso di un’assemblea pubblica al centro sociale La Tozzona, viene preferito dai tecnici in quanto giudicato "soluzione economicamente sostenibile", con "tempi di costruzione contenuti" e un "impatto sul contesto circostante limitato".

Su quest’ultimo aspetto, è stato assicurato che tutta l’area circostante beneficerà di una "completa riqualificazione il cui progetto verrà condiviso con i cittadini per garantire la valorizzazione del collegamento della Pedagna Est con la Pedagna Ovest". Previste, in particolare, messa a dimora di nuove piante e alberature; realizzazione di nuove piste ciclabili; valorizzazione delle attrezzature sportive e ludiche esistenti. Per abbattere ulteriormente il rumore si utilizzeranno asfalti fonoassorbenti. Infine, non mancheranno dune in terra alberate e di barriere acustiche, comprese quelle (si parla di un ulteriore intervento da uno o due milioni di euro) per i tratti di Bretella già realizzati.

Detto dei costi, già noti anche i tempi di realizzazione: l’ultimo tratto della Bretella sarà realizzato in 20 mesi a partire da febbraio 2026, dopo che i prossimi due anni saranno dedicati alla progettazione vera e propria dell’opera e alla fase degli espropri dei terreni. Condizione imprescindibile per la partenza di un’opera attesa ormai da oltre dieci anni è la conclusione, nel giro di alcuni mesi, del primo lotto dei lavori in via Salvo D’Acquisto. Un cantiere da tre milioni, avviato a inizio 2022 ma finito oggi in balia del degrado dopo che l’aumento delle materie prime ha fatto lievitare i costi di un ulteriore milione.