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— CASTEL DEL RIO —
EOLICO sì, eolico no. Da risorsa paladina dell’ecologia della green economy del futuro a pericolosa tecnologia, nociva per il sistema nervoso e addirittura oncogena. E così i numerosi comitati di Vallata anti-eolico hanno fatto fronte comune, unendosi nell’ampio movimento ‘Rete della resistenza sui crinali’, guidata da Alberto Cuppini, portavoce per l’Emilia Romagna. Mentre a Roma, lunedì, il ‘Comitato nazionale del paesaggio’ ha organizzato una conferenza stampa dal titolo ‘Eolico in Italia: il Re è nudo: le cifre di un disastro economico ambientale e paesaggistico’, la Rete locale divulgherà ad assessori e consiglieri un documento unanime (in fase di realizzazione) nei prossimi giorni. Missione: sensibilizzare in merito al tema prima che siano prodotte le linee guida, a livello regionale, attese per gennaio.
DELLA RETE fanno parte per il momento i comitati Monte dei Cucchi (San Benedetto val di Sambro), Ariacheta (San Godenzo), Alta valle del Sillaro, Monte Faggiola, La luna sul monte (Pontremoli) Cisatel (Comitato Interregionale Salvaguardia appennino tosco-emiliano ligure), Prato Barbieri (Bettola), Passo delle Pianazze Case (Farini). Castel del Rio attende l’installazione di un nuovo parco eolico, non lontano da quello già installato in zona Casoni di Romagna, che sarà edificato dalla ditta modenese Tencom in zona Monte La Fine grazie a un investimento di 25-30milioni di euro. I residenti di Casoni di Romagna hanno denunciato di soffrire della ‘Sindrome da pala eolica’, una serie di sintomi invalidanti provocati da cambiamenti di pressione, rumore delle pale e da peculiari basse frequenze emesse dall’impianto e che danneggerebbe il sistema nervoso. A supporto di tale denuncia è stato pubblicato molto in letteratura scientifica negli Stati Uniti, ma pochissimo in Italia. Gli stessi residenti hanno citato gli studi di una certa Nina Pierpont, medico del Children’s National Medical Center di Washington che ha studiato gli effetti delle turbine eoliche sull’uomo e prodotto un libro divulgativo. Di fronte alla possibilità che i residenti del crinale possano trovarsi un’altra fila di pale da 150metri sulla testa si sono mobilitati. Ma quale posizione prendere in merito, visto che esistono pochi studi? Paolo Attivissimo, giornalista investigativo membro del Cicap (il Comitato italiano per le affermazioni sul paranormale) fondato vent’anni fa da Piero Angela, ha constatato la lacuna di ricerche italiane sull’eolico: «In effetti non abbiamo prove né per affermare che l’eolico faccia bene né il contrario». E sottolinea: «Nina Pierpont è spesso citata come neurologa. Sebbene non ci sia nulla che escluda che i suoi studi siano stati condotti seriamente e con metodo, va detto che l’esperta non è una neurologa ma una pediatra». Secondo Attivissimo bisogna andarci quindi con cautela: «In generale ogni nuova tecnologia provoca nella popolazione diffidenza, proprio perché ancora sconosciuta e per quanto riguarda l’eolico mancano anora dei riferimenti scientifici precisi in Italia». Ma ammette: «Gli studi della Pierpont, sottoposti al parere di esperti, hanno confermato molte criticità. Per ora possiamo affemare che una distanza di almeno 2-3 chilometri sia necessaria per abitare, senza conseguenze, vicini a un parco eolico».
Marco Pivato