Imola, 14 aprile 2018 – Giocare sulla relazione tra il tormentone che lo ha sdoganato fra il grande pubblico (il mitico «Paura, eh?» reso ancora più incisivo dalla mimica di Fabio De Luigi) e le attuali ansie del Pd sarebbe troppo facile. Ma non ci sono solo le preoccupazioni del Partitone, che teme davvero di perdere il Comune alle amministrative del 10 giugno, dietro la preziosa disponibilità ottenuta da Carlo Lucarelli. Quella dello scrittore mordanese, pronto a fare da consulente (a titolo gratuito) alla candidata sindaco del centrosinistra, Carmela Cappello, su legalità e sicurezza, è infatti innanzitutto una scelta di campo. Così almeno si sarebbe detto una volta. Una scelta che comunque, data la popolarità di Lucarelli, presidente della Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati, di certo rappresenta un valore aggiunto per la campagna elettorale del Pd e dei suoi alleati.

Lucarelli, cosa l’ha convinta ad accettare la proposta del centrosinistra?

«Considero Imola una città ben amministrata e che, nonostante ci siano ancora spazi di miglioramento, ha bisogno di continuità. E poi mi piace l’idea della coalizione ampia, alla quale mi sento di appartenere. E quindi, quando mi hanno chiesto di dare una mano, ho accettato».

Di cosa si occuperà, in particolare?

«Diciamo che la parola ‘consulente’ è un po’ vaga. Dovrò studiare innanzitutto i problemi legati alla sicurezza e alla legalità, ai quali rispondere con le idee. Imola è una città con un alto tasso di sicurezza, è evidente, ma viviamo in un momento di grande incertezza e paura che non possiamo ignorare. Allora dico: mettiamoci insieme per capirle, le paure. Senza alimentarle. Comprenderle, per dar loro una risposta».

Ma, al di là della legalità, quello di ‘sicurezza’ non è un concetto caro alla destra?

«La legalità è sempre stata al centro del mio percorso. E’ la base della nostra vita. Ma ‘sicurezza’ è anche una parola di sinistra. Dobbiamo però capirci su cosa intendiamo: se per qualcuno avere più sicurezza vuol dire dotarsi tutti di una pistola, allora no. Non sono d’accordo».

Diceva che Imola è una città sicura, ma forse non più come una volta.

«E’ poco nota alle cronache per certi episodi. Poi ci sono risorse che vanno impiegate meglio per ottenere un controllo maggiore del territorio e renderlo diverso. Ma bisogna partire dai problemi reali di sicurezza e legalità. E’ da lì, dopo aver studiato, che io posso dare una mano».

Cosa ne pensa della candidata sindaco Cappello? I rivali hanno già cominciato ad attaccarla…

«Se ho accettato l’idea di dare il mio contributo è perché credo in lei, nella coalizione e nel suo progetto». Quando la vedremo a Imola per qualche iniziativa pubblica? «Non lo so ancora. Per adesso ho dato solo la mia disponibilità, vedremo…».

Conferma che il suo sarà un impegno a titolo gratuito, anche nel caso in cui la Cappello diventasse sindaco?

«Certo, assolutamente. Sono qui solo per dare una mano».