Imola, 24 luglio 2018 - In un anno e mezzo sono stati diversi gli attacchi dei lupi agli allevamenti delle colline imolesi. E il blitz delle belve nella notte fra giovedì e venerdì all’azienda agricola di Loris Zelani è stato solo l’ultimo attacco, ma forse il più violento. «Sono entrati nel nostro recinto – spiega l’allevatore di Casalfiumanese – col favore del buio e hanno sgozzato 21 pecore: 19 sono morte sotto i morsi dei lupi, tre sono rimaste ferite ma di queste solo una si è salvata. Altre tre invece risultano disperse».

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La voce rotta, gli occhi lucidi mentre racconta: le fatiche di una vita andate distrutte in una notte. «Sono arrivato in azienda sabato mattina alle 5 – racconta – e ho trovato una pecora, da sola, dentro all’ovile in mezzo ai trattori. ‘Cosa ci fai quaggiù?’, mi sono chiesto, era una di quelle che doveva essere nel recinto all’aperto. Ho preso il motorino, sono arrivato al pascolo e ho capito: era andata a ripararsi». Le altre non ce l’hanno fatta a scappare. «Avevamo una sessantina di capi – continua con la spiegazione l’allevatore –: un terzo è finito sotto le fauci dei lupi. La cosa più triste è che molte di quelle che sono rimaste uccise erano incinta: hanno provato a scappare via dalla ferocia, ma avendo in grembo i loro piccoli erano più lente delle bestie feroci, che ne hanno approfittato» (VIDEO).

Gli ovini erano divisi equamente: una metà nel recinto all’aperto, un’altra metà invece chiusi al riparo fra le staccionate dell’ovile. «Di quelle che erano fuori – continua Zelani – se ne sono salvate solo nove. Quelle più veloci, che hanno fatto in tempo a scappare. La cosa che mi fa più arrabbiare però è che questi lupi non hanno ucciso per fame, ma solo per puro divertimento. Soltanto una pecora infatti è stata mangiata, per giunta solo in parte». Così i frutti della fatica e del sudore degli agricoltori è finita sbranata in una notte. «Erano i nostri guadagni – spiega amareggiato l’allevatore –: i contributi e l’assicurazione chissà quando arriveranno». La conta dei danni invece è una mannaia tristemente attuale e immediata. «Si parla di tre o quattro mila euro di danni, che possono anche crescere dato che molti dei capi finiti uccisi erano incinta».

Quello che fa più arrabbiare gli agricoltori della zona però è che nonostante gli attacchi continuino a moltiplicarsi, nessuno provi a risolvere il problema. «Due anni fa toccò all’azienda agricola Baruzzi: anche in quel caso le pecore erano dentro al recinto e il lupo ne ha ammazzate tre o quattro. Al Laghetto, avevano un caprone e una capretta. Finiti male anche loro. L’anno scorso invece, verso Pasqua, avevano fatto visita ai miei pascoli: allora il bottino fu di cinque capi». Questa volta invece 21. Con la conta dei danni che continua a crescere, a differenza dei guadagni.