Marco Pantani
Marco Pantani

Imola, 1 febbraio 2016 - Amicizia, concentrazione e vita sono solo alcune delle parole chiave che mettono in pratica i ragazzi della Ciclistica Santerno Fabbi ben addestrati dai tecnici gialloverdi. Ieri al pranzo sociale, che si è tenuto al centro sociale La Stalla, si respirava un’aria famigliare all’insegna della passione per le due ruote. Sono stati presentati i 41 atleti che si sono ben disimpegnati durante il 2015: 23 Giovanissimi, otto Esordienti e 10 Allievi. Si è trattato di un vernissage molto coinvolgente in cui ogni corridore si è sentito al centro dell’attenzione con le domande del presidente Luca Martelli e dell’addetto stampa Massimo Marani. Poi alla ribalta è salito il libro curato dal giornalista Beppe Conti che ha intervistato l’ex patron della Mercatone Uno Romano Cenni intitolato «Il mio Pantani. I miei campioni». Romano Cenni, assente per motivi di salute, ha raccontato la sua vita di imprenditore e di grande appassionato di ciclismo, partendo dagli esordi in bici negli anni di Ercole Baldini fino al suo rapporto di affetto con il grande «pirata».

A proposito di libri, durante la festa era possibile prenotare il volume «Ciclistica Santerno Fabbi Imola – I nostri primi 20 anni» in cui il lettore può scoprire lo «spirito della società», al nobile intento che l’ha fatta nascere e alla sua evoluzione, parallela ai cambiamenti della tecnologia e degli stila di vita. «Correre in bici - dice Beppe Conti – fa bene perché tempra il carattere e fa crescere. Detto questo, ho scritto il libro perché credo ne valesse la pena. Romano Cenni ha corso in bicicletta ed è poi diventato il patron della Mercatone Uno e della Germanvox e voleva molto bene a Pantani».

La figlia di Cenni, Micaela, ricorda: «Il ciclismo è sempre stato nell’anima di mio padre che ci ha sempre messo tanta passione. Tutte le persone che gli giravano intorno sono stati contagiati dal suo amore per il ciclismo. Per me Marco era un fratello perché papà lo viveva come un figlio adottivo». Davide Cassani, commissario tecnico della Nazionale, racconta un aneddoto: «Una sera del 1998 Pantani era al ristorante con dei suoi amici a digiuno di ciclismo. Loro dicevano che Marco poteva vincere la Milano-Sanremo ma io risposi che non c’erano salite che lo potevano agevolare. Feci una scommessa dicendo che gli avrei regalato la mia casa a Cesenatico se avesse vinto. Alla fine non vinse per poco e mi telefonò chiedendomi se avevo avuto paura di perdere l’appartamento». Alla festa hanno partecipato anche il sindaco di Dozza Luca Albertazzi, l’assessore allo Sport del Comune di Imola Davide Tronconi e tanti altri protagonisti del ciclismo attuale e di qualche tempo fa come Davide Boifava, Fabiano Fontanelli.