Marco Stradaioli in cima alla Gallisterna
Marco Stradaioli in cima alla Gallisterna

Imola, 4 agosto 2020 - La scalata verso il paradiso comincia e finisce sull’asfalto liscio dell’autodromo. In mezzo, un vero e proprio circuito fatto di salite, panorami mozzafiato e lunghe discese anche da settanta chilometri orari. "Un tracciato durissimo" in nove tornate, come lo definisce anche il commissario tecnico della nazionale Davide Cassani, quello dei Tre Monti, che vedrà impegnati i fuoriclasse del ciclismo per la conquista del Mondiale. Un percorso disegnato al contrario rispetto alla tradizione, che già da ieri mattina tanti appassionati stavano testando per provare anche loro l’emozione di quella scalata verso il paradiso lunga 259 chilometri.

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Lo abbiamo fatto anche noi per vedere come se la passano il tracciato e l’asfalto che fra poche settimane verrà solcato dalle ruote dei corridori. La nostra ’cavia’? Marco Stradaioli, del negozio specializzato Bike Passion, in sella a una bici in carbonio da sei chili e mezzo.
Usciti dalla Rivazza i corridori affronteranno subito i Tre Monti (il primo chilometro è al 10% di pendenza). Prima Bergullo, poi lo ’strappo’ di via Lola, proprio davanti alla cantina Tre Monti, tappa obbligata anche in qualche edizione del Giro d’Italia degli anni passati. Si devia in seguito verso Riolo Terme, dove si affronta lo scoglio del Mazzolano (2,7 chilometri al 6,1% con pendenze al 13%). "Da qui già si capisce che è un tracciato adatto agli scalatori" dice Stradaioli mentre pedala sull’asfalto irregolare. Già, proprio in questo punto cominciano le potenziali insidie per i corridori: grosse crepe, larghe anche 4 dita solcano il selciato. Da quanto si apprende però, in vista della competizione, dovrebbe essere ultimata un’opera di asfaltatura complessivamente di una decina di chilometri, incerti al momento gli esatti punti di intervento.

Dopo è qusi tutta discesa, almeno fino a Riolo Terme e a Isola, per un breve tratto in pianura. Potrà essere questo forse l’unico momento a disposizione dei corridori per fare rifornimento. In pochi attimi si devia infatti con una curva a 90 gradi per la Gallisterna (2,7 chilometri al 6,4% con 1,4 chilometri al 10,6% e punte al 15%). E qui si ricomincia a spingere sui pedali. Asfalto bitorzoluto per tutta la salita, quasi più adatto a una mountain bike. Incrociamo almeno 5 trattori di dimensioni enormi, si passa per la Cantina della Gallisterna, e dopo diverse tornate si arriva sulla cresta del monte.

Panorama mozzafiato e calanchi a perdita d’occhio che tagliano le campagne. Ma non c’è tempo per ammirarlo, perché "una volta scollinato comincia la discesa che porta fino all’Autodromo – prosegue Stradaioli –. Si possono raggiungere punte anche di 70 chilometri orari", e qui in effetti l’asfalto – evidentemente rifatto di fresco – lo consente. Un susseguirsi di curve e tornantini fino all’ingresso in autodromo dalla Variante Alta. Da lì, Acque Minerali, Tosa, Villeneuve, Tamburello prima del sospirato traguardo.
Anche Gian Luca Martini ieri ha si è lanciato sul tracciato: "L’asfalto è discreto, a parte in alcuni punti; ho trovato qualche crepa sul Mazzolano e sulla Gallisterna, perché da lì passano molti mezzi pesanti. Il percorso non ha perso il suo fascino, e Imola è pronta all’appuntamento col Mondiale".