MATTIA GRANDI
Cronaca

Moraduccio isolata dalla frana, Daniele in lacrime: “Quando potrò tornare a casa?”

L’uomo, ora sfollato a Imola, abita al confine con la provincia di Firenze. “La collina ha sepolto anche i sentieri percorsi da mio figlio per lasciare la dimora in sasso. Non ci resta che sperare”

Moraduccio, 23 maggio 2023 – Un paradiso diventato inferno per colpa della furia della natura. Anche lì, lungo quella via Moraduccio-Ronco che coi suoi zigzag interseca a più riprese il confine tra Emilia-Romagna e Toscana. Un’oasi di pace, non distante da Castel del Rio nell’alta valle del Santerno, nella quale Daniele Tampieri ha scelto di vivere da qualche tempo. Fino a una settimana fa, quando una colata di terra e fango ha ostruito la strada d’accesso alla sua abitazione.

Moraduccio è isolato a causa di una frana
Moraduccio è isolato a causa di una frana

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"Una borgata con una ventina di case ma solo pochi residenti – racconta l’uomo sfollato a Imola e ospitato nell’appartamento del suo primogenito in Pedagna insieme alla sua seconda moglie e al figlio di lei –. La frana è precipitata sulla zona lo scorso mercoledì pomeriggio. Avvisaglie? La forte pioggia aveva aperto una sorgente che gettava sassi e fango sulla carreggiata. Non avrei mai immaginato, però, un disastro del genere".

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E come spesso accade sono i dettagli a contenere le dimensioni del dramma. "Io ero al lavoro con l’auto in città come ogni giorno. La fortuna ha voluto che mia moglie si trovasse in Pedagna già dalla sera prima – continua Tampieri –. Le prime immagini della devastazione me le ha inviate Paolo (figlio della seconda moglie, ndr) sul telefono perché lui era ancora là". Attimi concitati: "È stato coraggioso perché, zaino in spalla con qualche vestito dentro, ha attraversato a piedi il bosco per aggirare lo smottamento – aggiunge –. Ora anche quei sentieri sono inghiottiti dalla frana che non si ferma. Ci sono crepe pericolose e tralicci dell’alta tensione a terra, un percorso minato".

Ma c’è ancora una famiglia isolata. "Tre persone con alcuni animali – sottolinea Tampieri –. Non possono né salire né scendere. La nostra è una strada vicinale, non comunale, e temo che non abbia la priorità rispetto ad altre arterie. La Polizia locale di Firenzuola ci ha fatto sapere che farà dei sopralluoghi nel tentativo di trovare un varco d’accesso e bypassare l’ammasso".

Giornate interminabili e sfibranti anche dal punto di vista emotivo. "Andati a vuoto tutti gli sforzi per recuperare almeno le scorte dal frigo. E lassù abbiamo pure due auto. Quando mi sveglio al mattino mi viene da piangere. Cosa recupererei da dentro casa? La mia fede nuziale e quel libro che stavo leggendo". Non solo. "Ci dovremo abituare a un’altra realtà. Quei luoghi erano il mio rifugio dell’anima, una salvezza fisica e mentale dagli affanni della vita – conclude Tampieri –. In questi giorni mi ha colpito la spontanea generosità di tanti. Ci hanno offerto di tutto ma, per fortuna, siamo al sicuro e autonomi. Sogno di poter rientrare nella dimora al più presto ma sono pessimista sulle tempistiche. Fino a quando la situazione non sarà stabilizzata nessuno metterà un euro per ripristinare queste stradine secondarie".