Il pronto soccorso dell'ospedale Santa Maria della Scaletta
Il pronto soccorso dell'ospedale Santa Maria della Scaletta

Imola, 12 novembre 2019 «Voglio chiarezza sulla morte di mia figlia». E’ l’appello che lancia il padre di una 57enne, morta al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Scaletta in seguito a un malore. I familiari della signora, infatti, hanno deciso di rivolgersi all’avvocato Maria Beatrice Berti per scoprire cosa sia veramente accaduto la mattina dello scorso primo novembre quando la donna, che soffriva di alcuni problemi di salute, «è stata colpita da un malore che non le ha dato scampo – racconta il legale – mentre attendeva di essere visitata».
 

AGGIORNAMENTO Muore al Pronto soccorso. Nessuna negligenza

«Erano circa le 8,15, quando la 57enne ha parcheggiato la propria vettura nel parcheggio davanti alla scala d’entrata dell’ospedale alla ricerca di cure immediate – spiega l’avvocato –. Stava molto male e, appena giunta al Pronto soccorso, il personale sanitario l’ha fatta mettere in sala d’attesa dove è rimasta circa 100 minuti, poi è andata in bagno. Uscita dalla toilette si è appoggiata al muro ed è crollata a terra per un arresto cardiaco. Nulla si sa di quanto sia successo negli attimi successivi, ma la ferma intenzione dei familiari è di scoprirlo». I familiari della 57enne, infatti, hanno già presentato denuncia ai carabinieri che, a loro, hanno provveduto a trasmettere il fascicolo in procura.

La donna, tra l’altro, secondo quanto riferito dai familiari ai militari dell’Arma, si sarebbe sentita male nella stessa settimana altre due volte, recandosi in entrambi i casi al pronto soccorso: il 28 ottobre e il 30 dello stesso mese quando sarebbe stata trasportata in ambulanza all’interno della struttura in seguito a una caduta nel parcheggio dell’ospedale. Il corpo della 57enne si trova ancora all’interno della camera mortuaria dell’ospedale dove è stato sottoposto ad alcuni accertamenti amministrativi, in attesa che la magistratura valuti se sia necessario procedere con l’autopsia.
«Stiamo facendo tutte le necessarie verifiche per capire cosa sia effettivamente accaduto quella mattina», spiegano intanto dall’Ausl.