Foto di repertorio
Foto di repertorio

Imola (Bologna), 22 ottobre 2015 - Persone che bivaccano negli angoli meno battuti dell’ospedale, di notte. Ragazze straniere, giovani che si offrono come badanti dei ricoverati a tariffe doppie rispetto alla norma. In alcuni casi offrendo anche prestazioni diverse, nei bagni del Santa Maria della Scaletta. Sono gravissimi gli episodi denunciati a mezzo stampa dal consigliere di Forza Italia, Simone Carapia che invoca un documento ispettivo urgente sull’«incredibile degrado» in cui verserebbe l’ospedale. E sebbene l’Ausl smentisca gli episodi segnalati dal politico, Carapia si dice certo di quanto rivelato.

Le giovani badanti «la mattina utilizzano bagni e docce dell’ospedale prima di uscire, a volte si portano via anche la carta igienica – spiega Carapia –. Nell’atrio non esiste più l’elenco con i nominativi e i riferimenti delle persone che si offrono per badare i malati, precedentemente chi restava in ospedale la notte doveva anche ‘registrarsi’ in modo che se capitava qualcosa il personale sapeva a chi risalire». Altro capitolo è quello degli accessi notturni. «Pare che la sera sul tardi qualcuno scenda ad aprire la porta di sicurezza che sta in fondo al corridoio lungo, a destra dopo la chiesa e la lasci socchiusa – continua –. Di notte entrano persone straniere che salgono all’ultimo piano, si procurano coperte e cuscini e dormono lì, per poi andarsene al mattino presto». Fuori dall’ospedale «due persone di colore sedute per terra controllano che la porta resti aperta», mentre meta del bivacco notturno sarebbe anche «quella specie di soppalco che c’è nella cappella».

Su quanto denunciato, l’Ausl afferma che «in nessuna delle nostre ispezioni si sono evidenziate le situazioni di cui il consigliere ha avuto notizia», ma ammette che sono «comunque possibili, in una struttura vasta e generalmente aperta al pubblico come quella di un ospedale, saltuarie intrusioni non intercettate dai pur puntuali controlli». Ma anche fosse per l’Ausl non può essere definita «un incredibile degrado». In particolare l’azienda spiega che «ogni notte, due guardie del servizio privato di sicurezza dell’Ausl effettuano un giro predeterminato di controllo e di chiusura degli accessi dell’ospedale. Inoltre i dirigenti infermieristici svolgono un completo giro ispettivo notturno dell’ospedale almeno una volta ogni 20 giorni. Periodicamente – continua – vengono accompagnati in queste ispezioni interne dalla polizia municipale che provvede contestualmente al riconoscimento formale e verbalizzato di tutte le persone che supportano i pazienti nei vari reparti. In queste occasioni vengono ispezionate anche le zone chiuse al pubblico, compreso il piccolo pianerottolo di accesso al tetto».

«Non abbiamo mai avuto segnalazioni di questo tipo dai nostri dirigenti e associati», interviene Alessandro Lugli della Fp-Cisl. Stessa conclusione anche per Giuseppe Rago, segretario Uil che precisa: «L’albo delle badanti è stato tolto, ma depositato in segreteria per evitare che venissero aggiunti a mano nominativi privi di ogni controllo – dice –. Quanto ai bivacchi, ci risulta accada d’inverno al pronto soccorso o in portineria, episodi umanamente tollerati dal personale viste le rigide temperature. Carapia però dovrebbe denunciare questi episodi alle forze dell’ordine».