I cittadini all’interno del chiostro rinnovato
I cittadini all’interno del chiostro rinnovato

Imola, 13 maggio 2019 – E’ stato come se tutta Imola avesse recuperato la consapevolezza di un bene quasi dimenticato, e poi tornato a vivere. Si sono finalmente accese le luci, l’altra sera, sul primo chiostro dell’Osservanza, restaurato, e restituito alla città nella sua semplice bellezza. I muri scrostati, di colore bruno, hanno lasciato il posto all’intonaco chiaro, fedele all’originale; l’illuminazione, prima precaria, ora valorizza al meglio tutte le 20 ‘lunette’ raffiguranti la vita di San Francesco.

Un lavoro raffinato, eseguito nel rispetto della storia, e della struttura ultra cinquecentenaria; risultato che, secondo il parroco, don Emilio Moretti, va ben oltre quello che si può vedere. «L’essenziale è invisibile agli occhi – spiega, citando direttamente una frase dal racconto ‘Il piccolo principe’, di Antoine de Saint-Exupéry –, ed è nel cuore di tutti quelli che hanno contribuito ai lavori con generosità, donando anche solo un coppo».

E i ‘cuori’, anche l’altra sera, al taglio del nastro, di certo non sono mancati: tanti gli imolesi venuti ad assistere all’accensione del nuovo impianto d’illuminazione, dalla città, fino a personalità del circondario, come il sindaco di Mordano, Stefano Golini.

«Proprio le luci – come spiega la direttrice dei lavori, Stefania Campomori –, sono state oggetto di un complesso studio; persino il passaggio dei cavi elettrici, fatto attraverso il solaio per non intaccare la struttura, è stata una sfida». L’intervento sul chiostro è costato 50mila euro, tutti finanziamenti erogati dalla Fondazione Cassa di risparmio di Imola, e fa parte di un programma di lavori sul complesso conventuale che si aggira intorno agli 800mila euro. Toccherà infatti – prossimamente – «alle statue del ‘Compianto sul Cristo morto’, nel cortile, e poi al secondo chiostro – aggiunge Campomori – grazie al contributo di Cei attraverso l’8X1000 (pari a circa 300mila euro); l’obiettivo è raccoglierne altri 70mila entro il 2020, termine fissato per i lavori. Poi seguirà il restauro della sala Gardi, che sotto l’intonaco nasconde sicuramente degli affreschi».

A proposito di affreschi, Fabio Bacchilega, presidente della Fondazione Cassa di risparmio ricorda: «Il nostro rapporto con l’Osservanza parte da lontano, da 15 anni fa, quando finanziammo il restauro delle ‘lunette’ raffiguranti San Francesco e, appena ci è stato prospettato questo nuovo intervento, abbiamo accettato di buon grado. Non solo per la manutenzione del patrimonio, ma anche per quella delle associazioni che operano qui dentro».

«Il ‘Ciclo di San Francesco’ – spiega la studiosa Barbara Donati –, racconta la storia di questo posto, tanto che, gli imolesi del ‘500, vollero imprimere la memoria di quegli anni, proprio tra le immagini della vita del Santo».

Quel ricordo, ora, grazie ai lavori è sotto gli occhi di tutti: «Ho sempre sperato – commenta il presidente del comitato RestaurOsservanza, Maurizio Barelli – che questo chiostro venisse visto ‘da fuori’, non solo come un luogo di fede, ma anche di storia e di arte. Oggi tutto ciò è possibile, grazie al contributo della Fondazione, e degli imolesi: quelle persone che con il loro aiuto hanno scritto la storia, e continueranno a farlo».