Imola, 16 maggio 2018–Se ne era parlato per la prima volta in autunno, quando gli stand avevano appena lasciato le sponde del Santerno: chi paga il personale di soccorso alla Festa nazionale dell’Unità? A rilanciare il dubbio, anche Cgil, Cisl e Uil, che avevano chiesto se per caso quel servizio non fosse stato fornito senza la necessaria convenzione attraverso la quale ascrivere i costi al Pd. In pratica, lasciando tutto in carico alla collettività. Tante incertezze, nessuna risposta. Poi, a fine marzo, si scopre che quella partita l’Ausl l’aveva in realtà inserita nell’elenco delle attività svolte dal personale dipendente, al di fuori dell’orario di servizio, messe in conto a terzi.

Ma oggi, a otto mesi dalla fine dell’evento sul Lungofiume, quella fattura da 25mila euro emessa dall’Ausl a inizio anno, il partito l’ha saldata? A quanto pare no. O perlomeno questo è il dubbio, più che fondato, del M5s. E in particolare di Silvia Piccinini, capogruppo regionale dei pentastellati. «Dopo il caso della Tari non pagata a San Lazzaro, sembra che il Pd ne abbia combinata un’altra delle sue – afferma Piccinini –. A quanto ci risulta, la fattura non sarebbe stata ancora saldata. Fattura attorno alla quale, tra l’altro, esiste un vero e proprio giallo visto che ha avuto una genesi molto travagliata – prosegue la penstellata –. Nonostante l’organizzazione dei servizi sanitari, che il Pd ha richiesto e ottenuto dall’Ausl, si siano svolti nel periodo compreso tra il 9 e il 24 settembre 2017, pare che sia stata stranamente emessa qualche mese dopo. Una scadenza però che pare non essere stata rispettata visto che ad oggi di questi soldi non sembra esserci ancora nessuna traccia».

In viale Zappi conoscono il problema, che però è in capo al Pd nazionale. Roma, dopo aver letto il conto, pare infatti intenzionata ad aprire un contenzioso, rivendicando l’assenza di un preventivo di spesa. «Dalla fine della Festa del Pd sono passati la bellezza di 233 giorni ed è semplicemente scandaloso che questi 25mila euro non siano ancora entrati nelle casse dell’Ausl – protesta intanto Manuela Sangiorgi, candidata sindaco del Movimento 5 stelle a Imola – Perché, nonostante sia passato tutto questo tempo, l’Ausl non ha preteso il pagamento della fattura nei tempi previsti? E perché questa fattura è stata emessa soltanto quattro mesi dopo la fine dell’evento? Tutte domande a cui gradiremmo avere una risposta visto che stiamo parlando di un servizio pubblico che si è svolto in una festa di partito».

La risposta la aspetta soprattutto Piccinini, che da tempo ha presentato un accesso agli atti alla Regione per chiedere sia copia della fattura che del contratto di convenzione tra Pd e Ausl. «Sono ormai diverse settimane che aspettiamo – conclude la capogruppo grillina –. Il nostro accesso agli atti, che normalmente avrebbe avuto un tempo di risposta di una decina di giorni, dal 23 aprile è stato rimandato addirittura al 4 giugno. Un rinvio assurdo se si pensa che per raccogliere questo materiale bastano soltanto pochi minuti, quelli necessari per fare un paio di fotocopie».