Polemiche sull’accessibilità del Piratello nel giorno che ricorda i cari defunti
Polemiche sull’accessibilità del Piratello nel giorno che ricorda i cari defunti

Imola, 2 novembre 2018  L’erba cattiva non muore mai, nemmeno quando trova dimora tra i defunti. Assomiglia a una selva di piante infestanti il reticolo di impalcature che da più di un decennio intrappola il muro di ponente al cimitero del Piratello. ‘Il camposanto dai due volti’, potremmo chiamare così il complesso monumentale quattrocentesco con uno scenografico affaccio sulla via Emilia, che si presenta ai visitatori con il Gran Campo, l’area eretta a fine ‘800 per ospitare i sepolcri delle famiglie gentilizie.

E’ solo la faccia buona della medaglia però: basta risalire via Montecatone verso l’ingresso sul lato della collina per trovare centinaia di metri di impalcature rugginose che sorreggono la parte antica del cimitero, quella dedicata alla gente comune. Lavori di restauro che secondo gli imolesi non solo danneggiano l’estetica del patrimonio monumentale, ma creano soprattutto un disagio a chi viene a salutare i propri cari.

«Vengo spesso a trovare i miei genitori – racconta Spartaco Zanardi, mentre con gli occhi cerca una scala per raggiungere la lapide -, se i loculi, come in questo caso, si trovano nelle file più alte è praticamente impossibile arrivarci. A causa delle impalcature non ci si riesce ad avvicinare abbastanza con la scala». E in effetti, l’ultraottantenne è costretto a sporgersi oltre il parapetto per poter cambiare l’acqua nei vasi e sostituire i fiori secchi.

«Delle volte – interviene la moglie, Orietta Vignoli – siamo costretti persino a mettere un piede sull’impalcatura, col rischio di cadere, senza contare che le scale sono poche, quindi molto spesso si fa anche fatica a trovarle». L’intera zona, a onor di cronaca, è attualmente al centro di undici interventi di manutenzione straordinaria – per un importo complessivo intorno ai 200mila euro –. Un piano di misure urgenti ‘salva Piratello’ messo a punto e presentato dall’Amministrazione ai cittadini, che prevede inoltre il consolidamento del cosiddetto ‘murazzo’. E’ un po’ quello che tutti si aspettano, come Augusto Zardi: «Sono talmente tanti anni che questa zona ha bisogno di cure, qua e là si possono ancora vedere i fori fatti dalle schegge delle esplosioni nell’ultima guerra».

Secondo Alma Ferri «urge una soluzione, oltre che un disagio per le persone in questo modo si manca di rispetto ai defunti». Lina Facchini è d’accordo: «Ma il discorso è più ampio, va dal rispetto per i morti alle difficoltà pratiche per raggiungere i loculi più in alto, il problema qui secondo me è che mancano i soldi. Un cimitero – conclude - di certo non è fatto per essere accogliente, ma qui parliamo di un patrimonio artistico, che lasciato andare rischia solo di peggiorare».