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1 mag 2022

Pista ciclabile, nuovi intoppi per il cantiere

L’Anas chiede la modifica degli elementi che separano il tracciato dalla carreggiata all’altezza del ponte sul torrente Quaderna

La futura pista ciclopedonale collegherà Osteria Grande a Ozzano lungo la via Emilia
La futura pista ciclopedonale collegherà Osteria Grande a Ozzano lungo la via Emilia
La futura pista ciclopedonale collegherà Osteria Grande a Ozzano lungo la via Emilia

L’Anas cambia le prescrizioni e il cantiere della ciclopedonale Osteria Grande – Ozzano dell’Emilia si ferma. "Dovremmo ripartire lunedì o martedì col cantiere", sospira l’assessore Andrea Bondi, che ammette come per diversi cantieri non sia un momento troppo fortunato in città. L’ultimo cantiere con le quattro frecce è, appunto, quello già partito con corposo ritardo della ciclopedonale che unirà la frazione con la ciclopedonale già esistente ad Ozzano dell’Emilia. Spiega, l’assessore Bondi, che "il fermo è dovuto al fatto che Anas ha cambiato le prescrizioni". Anas è, va ricordato, l’unico gestore da cui ‘passano’ le autorizzazioni e gli interventi extraurbani che riguardano la via Emilia. E se Anas decide, è questo il caso, di cambiare in corso d’opera le prescrizioni, il Comune altro non può fare che adeguarsi. Lo farà presentando "una variazione del progetto che è in corso d’opera", ma intanto il cantiere è rimasto fermo due settimane e quello che se non preoccupa non fa comunque dormire sonni tranquilli è che, proprio in base alle nuove prescrizioni, si dovrà mettere nuovamente mano agli espropri. La società del Gruppo Fs che si occupa di infrastrutture stradali, infatti, ha imposto una modifica degli elementi che separano la ciclopedonale dalla carreggiata all’altezza del ponte sul torrente Quaderna.

Dal cordolo che inizialmente era stato inserito nel progetto che aveva ottenuto il ‘sì’ di Anas, ora la nuova prescrizione della Spa impone di sostituirlo con un guardrail, il che significa, appunto, la necessità di operare nuovi espropri, pur di una fetta ridottissima di terreni. "Il problema non è tanto la quantità – ammette Bondi –, il problema è l’iter burocratico che sta dietro all’esproprio". Ora, è vero che il Comune intanto potrà far proseguire i lavori nei restanti tratti dei 2 chilometri di ciclopedonale previsti, ma lo spettro della burocrazia resta un tema che tormenta per un cantiere che è già partito in grande ritardo e che è sotto la lente d’ingrandimento di opposizione politica e dei cittadini. Si punterà, vista la lunghezza del cantiere (11 mesi di lavoro), ad ‘assorbire’ le ultime due settimane di forzato stop, sperando che appunto un ritardo significativo non derivi dai passaggi burocratici legati agli espropri. Il Comune intanto, "visti i problemi di usura verificatisi in ciclopedonali di comuni limitrofi realizzate negli ultimi anni", ha deciso di sostituire il fondo della pista con un materiale diverso, più resistente. "Vogliamo evitare di trovarci tra due-tre anni già con problemi di crepe da risolvere. Questa decisione che abbiamo preso – precisa Bondi – non ha portato e non porterà a nessun tipo di ritardo o slittamento".

Claudio Bolognesi

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