ENRICO AGNESSI
Cronaca

Piste ciclabili a Imola, percorsi sotto accusa in zona industriale: "Rischio di incidenti"

Le ‘bike lane’ sotto la lente del consigliere leghista Marchetti. L’assessore Spada rassicura: "Nessun pericolo per le biciclette La segnaletica serve a rendere più prudenti gli automobilisti"

In via Molino Rosso il tragitto è indicato da una bici disegnata sull’asfalto. In via Gambellara,  la corsia riservata alle bici  si restringe fino a scomparire

In via Molino Rosso il tragitto è indicato da una bici disegnata sull’asfalto. In via Gambellara, la corsia riservata alle bici si restringe fino a scomparire

Imola, 28 giugno 2023 – Il logo di una bici disegnato sul lato destro della carreggiata, ma non protetto da alcuna corsia. E un percorso per le due ruote, quello sì verniciato sull’asfalto, che però è troppo stretto; al punto da scomparire in prossimità della rotatoria. Fanno discutere i nuovi provvedimenti adottati in Comune in materia di mobilità sostenibile nella zona industriale della città.

Approfondisci:

Opera Dulcis Imola, il locale torna al Comune. Raffini: "Riapertura entro fine anno"

Opera Dulcis Imola, il locale torna al Comune. Raffini: "Riapertura entro fine anno"

Al centro dei dubbi di tanti, dei quali si è fatto portavoce il leghista Daniele Marchetti, ci sono le cosiddette ‘bike lane’. Introdotte nel 2020 dal Codice della strada, in questi anni sono state adottate da varie amministrazioni locali. Non senza polemiche, come accaduto per esempio a Roma. A Imola, la Giunta le sta sperimentando da tempo per allargare la rete ciclabile vera e propria anche in periferia. Ma se gli interventi portati avanti nei mesi scorsi anche grazie ai finanziamenti extra-comunali in altre aree della città prevedevano uno spazio delimitato per le bici, per quanto semplicemente disegnato a terra, ora c’è una ulteriore novità.

Approfondisci:

Fallimento Mercatone Uno: inchiesta chiusa, cinque nei guai

Fallimento Mercatone Uno: inchiesta chiusa, cinque nei guai

La mappa

Nelle vie Molino Rosso e Gambellara (periferia Nord-Ovest), strade in buona parte troppo strette per prevedere una corsia disegnata per le due ruote, sono spuntati i loghi citati all’inizio. Ma così non si rischia di dare un finto senso di sicurezza ai ciclisti? "No, serve a renderli consapevoli che quello è uno spazio condiviso che può essere usato anche dal loro – ribatte l’assessora alla Mobilità sostenibile, Elisa Spada –. E mette in guardia gli automobilisti ricordando loro che sulla carreggiata possono esserci anche dei ciclisti. Dunque bisogna rallentare".

Altra stranezza, il progressivo restringimento della ciclabile disegnata nel tratto di via Gambellara più vicino a via Primo Maggio, nella quale in sostanza il logo delle due ruote è più grande della stessa corsia. "Quello poteva essere ultimato in maniera differente e segnalato meglio – concede Spada –. Però di base c’è il tema del passaggio da uno spazio nel quale la bike lane può essere disegnata a un altro in cui le dimensioni della strada non lo permettono. I lavori comunque non sono ancora terminati, nel giro di qualche settimana completeremo tutto".

Nel complesso , l’assessora difende però l’operazione. "La sua funzione è dare visibilità alla rete ciclabile anche nella zona industriale – conclude Spada –. A questo progetto si collegano poi gli altri interventi portati avanti in sede propria, come in via Primo maggio o attraverso i sottopassi N8 e Pontesanto. Se avessimo dovuto aspettare soldi e tempo necessario per dotare di infrastrutture la tutta città, non ce l’avremmo mai fatta. E invece era importante dare continuità al sistema. Non è la sola azione che il Comune, ma l’unica che poteva essere fatta per rendere evidente in tempi rapidi la rete ciclabile in zona industriale".

Non la vede così il leghista Marchetti, che parla di percorsi "pericolosi, dispendiosi e inutili. Chiederemo conto – conclude l’esponente di opposizione – di costi, fondi utilizzati e soprattutto della loro effettiva utilità e sicurezza".