Sanzione per avere lasciato la spazzatura a fianco del cassonetto, che però era rotto
Sanzione per avere lasciato la spazzatura a fianco del cassonetto, che però era rotto

Imola, 22 agosto 2019 - Multato di oltre 100 euro per aver lasciato due sacchetti della spazzatura ai piedi di un cassonetto rotto. E’ la disavventura capitata nei giorni scorsi a Mauro Buscaroli, che oggi ne parla come se fosse una piccola storia urbana.

Una favola dall’epilogo decisamente poco lieto per lui che, amareggiato ma ancora con una vena ironica, ha deciso di raccontarla in terza persona: «C’era una volta un privato cittadino, che si riteneva un cittadino modello. Una sera andò a buttare la spazzatura, e trovò il cassonetto della raccolta indifferenziata rotto, come purtroppo capitava ogni 4 o 5 giorni. Il bravo cittadino lasciò i due sacchetti della spazzatura vicino al cassonetto. Dopo un mese arrivò una multa di 104 euro, dal Corpo guardie ambientali metropolitane».

Da qui l’incredulità di Buscaroli, che fa sapere di aver già pagato quanto dovuto ma nel frattempo si chiede: «Ma come, se uno lascia un sacchetto vicino a un cassonetto rotto, è equiparato ad uno che butta il rifiuto in un fosso?». E ancora: «Come possono le Guardie ambientali risalire a chi ha gettato la spazzatura? Non è che possono aprire i sacchetti della spazzatura? Impossibile, la privacy è tutelata da leggi nazionali. E se uno getta nella spazzatura un documento, una fotografia o un esame medico?».

La replica delle Guardie ambientali è però altrettanto lineare: «L’abbandono di qualsiasi rifiuto sul suolo pubblico è vietato, oltre che dalla normativa nazionale, anche dal Regolamento Atersir (che definisce gli importi delle multe, ndr) e da quelli comunali, e come tale sanzionato. E’ evidente che non è equiparabile l’abbandono nei pressi del cassonetto con quello ‘in un fosso’, quest’ultimo sanzionato ben più pesantemente (600 euro)».

Quanto al fatto che il cassonetto fosse rotto, le Gam citano il regolamento comunale, secondo il quale in questi casi «l’utente è tenuto ad utilizzare quello più prossimo disponibile». E infine, relativamente alla questione privacy, le norme che consentono alle Guardie (in veste di pubblici ufficiali), di procedere a ispezioni sono la legge 689/81 (art 13) e la delibera Atersir n. 34 del 19/04/2018. Quest’ultima, in particolare, stabilisce infatti che «gli agenti accertatori nell’attività di accertamento di loro competenza possono, ai fini dell’individuazione del responsabile dell’abbandono dei rifiuti, ricorrere all’utilizzo di indirizzi, nominativi ed elementi simili rinvenuti all’interno dei sacchi di rifiuti, ove non sia diversamente possibile l’identificazione del responsabile del comportamento sanzionato». Quando si dice: dura lex, sed lex.