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4 mag 2022

Rossi: "Curva giù, ma attenti ai luoghi chiusi"

Il dg dell’Ausl conferma la riduzione dell’incidenza: "Impatto clinico molto contenuto, ma i dispositivi di protezione restano fondamentali"

Andrea Rossi, direttore generale dell’Ausl, assieme ad alcuni operatori, durante le fasi più delicate della pandemia
Andrea Rossi, direttore generale dell’Ausl, assieme ad alcuni operatori, durante le fasi più delicate della pandemia
Andrea Rossi, direttore generale dell’Ausl, assieme ad alcuni operatori, durante le fasi più delicate della pandemia

C’è una "sensibile riduzione dell’incidenza" dei casi di Covid nel circondario. Lo conferma il direttore generale dell’Ausl, Andrea Rossi, nel suo report settimanale sull’andamento della pandemia nel territorio dei dieci comuni. Negli ultimi sette giorni, infatti, ci sono stati 587 contagi ogni 100mila abitanti, con una flessione del 15,8% rispetto al periodo precedente. E anche la media dei casi giornalieri è scesa a 112, vale a dire 21 in meno di una settimana fa.

Anche la trasmissibilità del virus risulta, nella ricostruzione di Rossi, "marcatamente sotto la soglia epidemica". L’indice Rd(t) si attesta a 0,84, con una percentuale di test positivi del 22,0% (+1,6%) sul totale dei tamponi effettuati. In questa fase, i contagi sono "prevalenti" nelle classi di età adulta, con mediana a 53 anni (+1 in una settimana).

Pure il carico sanitario, che pure grazie alla vaccinazione in questa quarta ondata non ha mai destato particolare preoccupazione, si conferma oggi "in decremento". I ricoveri ordinari (percon Covid) sono scesi a quota sei, esattamente la metà della scorsa settimana. La terapia intensiva resta vuota, mentre l’età mediana dei ricoveri si attesta a 77 anni (+4). Negli ultimi sette giorni sono stati effettuati 3.567 test diagnostici nel circondario (-978) e risulta in contrazione anche l’attività settimanale delle Usca (-6 contatti; -3 visite). Giù pure i ricoveri Covid da Pronto soccorso (8; -3), mentre aumentano i decessi per cause legate al virus (2; +2).

"La curva epidemica si è abbassata rispetto a quella della settimana precedente – ribadisce il dg dell’Ausl –; i casi di malattia sono ancora molto numerosi, ma continuiamo ad osservare poche conseguenze in termini di carico dei servizi di diagnosi e cura".

L’ospedale Santa Maria della Scaletta oggi dedica al Covid solo un settore di degenza con otto posti letto dedicati a casi sospetti e casi accertati. E anche a Castel San Pietro l’impegno è limitato a cinque posti letto.

"Continua la decrescita dei casi di Covid nelle fasce di età giovanili (da 0 a 19 anni), mentre al contrario c’è una tendenza all’aumento nelle fasce di età più avanzate (over 70) – riferisce Rossi –. Si sono sviluppati due focolai in Case residenze anzinai (28 positivi a Fontanelice e 26 a Medicina, ndr), ma, grazie alla protezione conferita dal vaccino agli ospiti, con trascurabili conseguenze sanitarie sui soggetti infettati (nessun ricoverato)".

Insomma, rispetto al passato la musica sembra essere davvero cambiata. "Grazie all’elevato livello di copertura vaccinale, l’impatto clinico della malattia resta quindi molto contenuto – sottolinea una volta di più il direttore generale dell’Ausl –; nell’ultima settimana continuano ad essere azzerati i ricoveri in terapia intensiva".

Ma nei giorni in cui va in archivio il Green pass e cadono quasi tutti gli obblighi relativi alle mascherine, Rossi invita comunque tutti a non abbassare la guardia. "Le forme gravi della malattia, ancorché in forte riduzione, sono sempre possibili – conclude il dg dell’Azienda sanitaria imolese –; per questo motivo riteniamo prudente, nel contesto epidemiologico dato, in attesa che la bella stagione convinca tutti o quasi, a passare più tempo all’aperto, che al chiuso continuino ad essere indossate le mascherine, a prescindere dal fatto che le norme lo impongano o meno; E’ nei luoghi chiusi ed affollati infatti che c’è il maggior rischio di contagio e le mascherine conferiscono un protezione molto importante".

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