Alcuni giocatori in una sala slot
Alcuni giocatori in una sala slot

Imola, 16 maggio 2019 – Il Consiglio comunale ha approvato la mozione attraverso la quale la maggioranza chiede alla sindaca Manuela Sangiorgi e alla sua Giunta uno sprint in materia di contrasto al gioco d’azzardo. E in particolare alle slot machine. Il documento, firmato dai consiglieri del M5s Fabrizio Favilli, Simone Righini, Lorenza D’Amato e Valeria Basile, è passato con i voti favorevoli dei soli pentastellati, quelli contrari di Roberto Visani (Pd) e Carmen Cappello (Imola guarda avanti), le astensioni di Daniele Marchetti (Lega), Giuseppe Palazzolo (Patto per Imola), Fabrizio Castellari, Giacomo Gambi e Daniela Spadoni (Pd). Bocciato anche un emendamento dei Dem che chiedeva un coordinamento con gli altri nove comuni del circondario.

La mozione impegna appunto la prima cittadina imolese e la sua squadra di governo a «emettere quanto prima un’ordinanza» in materia. Un provvedimento che da un lato «renda operativa la prescrizione di legge denominata distanziometro», secondo la quale le macchinette devono stare lontane almeno 500 metri dai luoghi sensibili come ad esempio le scuole; e dall’altro «limiti l’apertura delle sale slot al minimo possibile secondo la normativa vigente, con l’obiettivo, fatto salve diverse disposizioni di legge, che questo orario non sia superiore alle otto ore giornaliere».

Il documento, presentato una prima volta dal M5s già a fine 2018 e poi riportato in commissione per un approfondimento che non ha però portato a un’intesa bipartisan, prende le mosse dal fatto che «il Comune di Imola – così recita il documento della maggioranza – prevede attualmente una normativa molto meno stringente sulle slot nei confronti di altri Comuni della nostra regione». E questo nonostante «il gioco d’azzardo nella forma più specifica della vincita in denaro attraverso l’utilizzo di slot machine nel territorio ha raggiunto livelli notevolmente oltre la soglia di preoccupazione – proseguono gli esponenti del M5s –, andando a configurarsi come una piaga sociale capace di distruggere le vite dei giovani e delle famiglie, che si indebitano finendo sul lastrico e talvolta nel giro dell’usura».

Al momento, dopo i provvedimenti restrittivi varati dalla precedente amministrazione, gli esercizi commerciali dedicati al gioco d’azzardo possono infatti rimanere aperti 17 ore al giorno, con le macchinette che devono restare spente dall’1 alle 8 del mattino. Contro tale direttiva sono pendenti alcuni ricorsi presentati dagli operatori al Tar, con i giudici amministrativi che hanno però rigettato le richieste di sospensiva facendo ben sperare il Comune per il futuro.