Bimbi all’asilo nido: il Comune sta elaborando le nuove tariffe
Bimbi all’asilo nido: il Comune sta elaborando le nuove tariffe

Imola, 10 marzo 2016–L’obiettivo del Comune è quello di mettere le mani su circa 50mila euro. Per farlo, l’amministrazione ha già da tempo annunciato l’intenzione di rimodulare le tariffe scolastiche e, in particolare, quelle dei nidi d’infanzia. Come? Rispettando la logica della «maggiore equità»: costringere, attraverso la manovrina, a pagare di più chi ha un reddito alto e, al tempo stesso, far risparmiare qualcosa alle fasce più deboli. Accontentando in questo modo anche i sindacati. Il confronto con i rappresentanti dei lavoratori va avanti ormai da giorni: al momento, l’ipotesi più concreta prevede di innalzare a 9mila euro la soglia Isee entro la quale si paga la retta minima (che da 90 euro al mese potrebbe scendere fino a 80), confermare l’attuale fascia entro i 25mila euro (nella quale si pagano progressivamente fino a 400 euro al mese) e aumentare fino a 480 euro la quota mensile per chi ha un Isee entro i 45mila euro. Per tutti gli altri, compresi quelli che l’Isee non la presentano proprio, si studia invece una tariffa fissa di 550 euro.

Il provvedimento è stato illustrato – ma solo in parte – durante la commissione consiliare di ieri. All’ordine del giorno c’era infatti l’approvazione delle modifiche al regolamento, che passerà poi al vaglio del Consiglio comunale. Non anche le nuove tariffe, dunque, che d’altra parte sono ancora oggetto di discussione con i sindacati. È chiaro però come, di fronte a una discussione simile, quasi tutti gli interrogativi dei consiglieri (dell’opposizione, ma anche della stessa maggioranza) vertessero proprio sui soldi. Ma la giunta ha giocato a carte coperte fino alla fine. E proprio quando l’assessore Giuseppina Brienza (in quota Sel) sembrava decisa a sbilanciarsi, l’altolà è arrivato dal suo compagno di schieramento, il consigliere Giorgio Laghi. «Non diamo i numeri al lotto», è l’accorato invito che alla fine la titolare della Scuola raccoglie in extremis.

Il risultato è stato quello di indispettire ancora di più l’opposizione (in altri tempi sarebbe finita in bagarre), scontentando anche parte della maggioranza. E se lo stesso Laghi parla di «regolamento all’insegna dell’equità» (così come Daniela Spadoni del Pd), il dem Mario Peppi è critico: «Le famiglie con Isee superiore ai 45mila euro porteranno i figli in altri nidi, spendendo meno. E già adesso a Imola le iscrizioni sono in calo. Le scuole cattoliche faranno il pieno». Più duri i toni di Claudia Resta (M5s): «Riceviamo cifre altissime per il disagio ambientale della discarica, ma si decide di aumentare le rette mettendo in difficoltà le famiglie e le mamme che lavorano. È un’ingiustizia».