FRANCESCA PRADELLI
Cronaca

Senzatetto alla stazione. Dormono in sala d’attesa: "Vengono qua a ripararsi"

Le testimonianze di chi li vede tutti i giorni: "Negli ultimi tempi ci sono sempre". I volontari della Croce Rossa ne sono a conoscenza: "Facciamo il possibile".

Senzatetto alla stazione. Dormono in sala d’attesa: "Vengono qua a ripararsi"

Senzatetto alla stazione. Dormono in sala d’attesa: "Vengono qua a ripararsi"

C’è un uomo sdraiato a terra nella sala d’aspetto della stazione di Imola. Dorme, ha la testa appoggiata su una valigia vuota ed è avvolto da una pesante coperta blu. Ci sono tanti passeggeri in attesa del treno delle 7.21 in direzione Milano, proveniente da Rimini, ma la presenza del senzatetto non sembra sconvolgerli. Venerdì all’alba erano in due. "Io vado molto spesso a Bologna ed è da un po’ che lo noto – dice infatti una ragazza in compagnia del fidanzato mentre aspetta l’arrivo del treno –. Tutte le volte che lo vedo, dorme. Quando rientro verso il tardo pomeriggio non c’è più, probabilmente durante la giornata va verso il centro", conclude, mentre sistema lo zaino.

"Oggi è da solo, di solito sono in due o addirittura tre – nota un altro ragazzo mentre fa il biglietto alla macchinetta –. Non mi capita di prendere il treno tanto spesso, ma negli ultimi tempi quando arrivo in stazione noto che nella sala d’attesa c’è sempre qualcuno". In un sabato mattina come tanti, tra i tanti pendolari presenti, la fascia maggiore è occupata dagli studenti in direzione Faenza, dove molti frequentano i licei. Una di loro fa colazione al bar, mentre attende il treno.

"Non sono stupita della sua presenza – dice, riferendosi al senzatetto –. Non c’è sempre, ma frequenta la stazione abitualmente e l’ho iniziato a notare già da questo inverno. È strano che sia solo, di solito ce ne sono altri con lui, sono sempre gli stessi". La giovane non mostra alcun timore nei riguardi del clochard, anzi. "Mi fa molta pena – racconta –. Probabilmente durante la notte viene a ripararsi dal freddo", conclude. "Secondo me lui e gli altri due che ogni tanto dormono qui sono una famiglia o comunque si conoscono – sostiene una signora mentre timbra il biglietto –. Qualche giorno fa ho preso il treno sempre sul presto e li ho visti. Dormivano tutti e tre vicini". Non si sa quale sia l’identità di queste persone senza fissa dimora, né l’età o l’origine. Tanto che polizia locale e Ferrovie dello Stato non hanno ricevuto segnalazioni. Nei loro riguardi non c’è però spavento, ma tanta preoccupazione.

Invece, chi è a conoscenza della situazione, è la Croce Rossa di Imola, già intervenuta in loro aiuto. "Sappiamo chi sono, ma non sappiamo dire troppo su di loro. Noi volontari, in ogni caso usciamo tre volte a settimana, per poter distribuire del cibo e qualche coperta e facciamo almeno due giri nella zona della stazione – specifica Alessandro Brunori, presidente del comitato della Croce Rossa di Imola –. Abbiamo offerto riparo a queste persone durante l’inverno in un rifugio messo a disposizione per loro. Cerchiamo di fare il possibile, ma non è sempre facile".