Imola, 31 gennaio 2019–Dotare la Polizia municipale di taser, la pistola elettrica in dotazione alle forze di polizia delle grandi città; e consentire, sempre agli agenti del comando di via Pirandello, di accedere alla banca dati interforze del ministero dell’Interno. Sono le due istanze indirizzate dall’assessore comunale alla Sicurezza, Andrea Longhi, al prefetto di Bologna, Patrizia Impresa.

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«Due norme sulle quali mi sono preso la responsabilità di fare richiesta», ha sottolineato Longhi parlando l’altra sera in Consiglio a proposito dell’applicazione in riva al Santerno del cosiddetto ‘decreto sicurezza’. Nel caso del taser, in particolare, l’assessore specifica come – chiaramente – la pistola elettrica sarebbe affidata solo a quegli agenti della Polizia municipale che ne abbiano le «caratteristiche» ottenute «a seguito di un corso».

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Quanto alla banca dati delle forze di polizia, «la possibilità di accedervi è data oggi solo ai comuni con almeno 100mila abitanti», ricorda Longhi. Ma dal momento che entrare nel sistema consente di «acquisire informazioni importantissime per contrastare micro e macro-criminalità», il titolare della delega alla Sicurezza nella Giunta della sindaca Manuela Sangiorgi ha chiesto in buona sostanza una deroga alla Prefettura.

Il motivo? E’ presto detto. «Un poliziotto municipale può ritrovarsi davanti persone pericolose e, non potendo accedere alla banca dati, corre rischi ingiusti – afferma Longhi –. E siccome Imola è inserita in un circondario da oltre 130mila abitanti, ho chiesto di avere ugualmente accesso alla banca dati interforze». Più in generale, sempre parlando della situazione della criminalità in città e dell’applicazione del decreto voluto dal governo, l’assessore ha ribadito la volontà dell’amministrazione comunale di portare avanti in toto il pacchetto di misure previste dalla legge.

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«Ho delle difficoltà a dire che il problema sicurezza a Imola sia solo percepito – ammette Longhi –. Per quanto riguarda l’accattonaggio, il problema ci è stato segnalato anche in questi giorni: ci sono persone che, all’uscita del supermercato, sono state spintonate da chi voleva avere la questua. E la differenza con il poveretto, che sta lì sta con il cartello a chiedere l’offerta, sta proprio nell’insistenza».

Detto dell’intenzione del Comune di portare avanti i progetti di videosorveglianza attraverso nuove telecamere in buona parte già lanciati dalla precedente amministrazione, discorso diverso va fatto per i parcheggiatori abusivi. Un fenomeno «ampiamente contrastato» secondo Longhi, che a conferma del proprio ragionamento sottolinea la mancanza di segnalazioni in tal senso «sia nella zona dell’ospedale che in quella della bocciofila»; posti nei quali, ricorda l’assessore, «in passato si verificano situazioni diverse».