Vigile prova un taser
Vigile prova un taser

Imola, 1 febbraio 2019 - “Sulla richiesta indirizzata alla Prefettura, per capire se anche qui è possibile utilizzare il taser, c’è stata condivisione con l’assessore. Ora aspettiamo la risposta da Bologna. Fare altri discorsi è prematuro”.

Non si sbilancia, il comandante della Polizia Municipale, Vasco Talenti, parlando dell’istanza sottoposta a Palazzo Caprara da Andrea Longhi, titolare della Sicurezza nella Giunta Sangiorgi. E cioè la possibile applicazione, anche in riva al Santerno, di due misure contenute nel cosiddetto ‘decreto sicurezza’, ma riservate sulla carta solo alle grandi città.

La prima: dotare la Polizia municipale della pistola elettrica. La seconda: consentire anche agli agenti del comando di via Pirandello di accedere alla banca dati interforze del ministero dell’Interno. “E’ stata solo una richiesta di chiarimento”, aggiunge – quasi a spingere il piede sul freno – Talenti. Gli ostacoli da aggirare, per Imola, sono infatti due: da un lato gli abitanti ben lontani da quei 100mila previsti dalla legge, dall’altro il corpo della Municipale che si ferma attorno a quota 80, cioè una ventina in meno rispetto ai 100 agenti necessari per far partire la sperimentazione. Nel primo caso, come riferito da Longhi l’altra sera in Consiglio comunale, Imola cercherà di far valere il fatto di essere inserita in un circondario da 130mila abitanti; sul secondo versante, invece, potrebbe esserci qualche problema in più.

Sul fronte politico, intanto, “passare dalla bandierina della pace alla pistola taser per immobilizzare chi prova a sfuggire ai controlli e crea condizioni di pericolo sarebbe un notevole passo avanti per la nostra Polizia municipale”, sottolinea il capogruppo della Lega in Consiglio comunale, Simone Carapia. Di parere diametralmente opposto è la consigliera comunale del Pd, Daniela Spadoni. “Alla Pm imolese non serve il taser – avverte la Spadoni –. Forse, caro assessore, è meglio che si concentri sul reperimento di nuovi agenti che sappiano presidiare il territorio per garantire un vivere sociale tranquillo, per prevenire e sanzionare chi viola il codice della strada, chi guida in stato di ebbrezza, chi circola senza assicurazione”.

“E’ un’illusione – prosegue la Spadoni – pensare che la sicurezza nella nostra città si ottenga con nuove armi e maggiore repressione. Questa mia convinzione era condivisa anche dall’assessore Roi che, essendo persona libera e intelligente, ha salutato presto la compagnia. La sicurezza è socialità, presenza, decoro, lotta al degrado, promozione alla vita in città. Cavalcare le paure ottiene solo il risultato di aumentare odi e sospetti. L’assessore Longhi dia speranza a questa città, non fomenti sospetti e paure”.

Critici i sindacati. “Speriamo che tale iniziativa sia stata concordata con le altre Amministrazioni comunali in considerazione del corpo unico di Pm del Circondario – avvertono in una nota congiunta Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fpl, Csa e Sulpm –. E che almeno di ciò sia stato informato il comandante Vasco Talenti, a cui il corpo risponde”.

D’altra parte, “sembra strano, a meno che tale iniziativa non sia sporadica e frutto di una elaborazione notturna recente, che non ne siamo stati informati – protestano ancora i sindacati – nel corso del recente incontro avuto alcuni giorni fa al Circondario attinente proprio il corpo unico di Pm e le relative indennità da corrispondersi agli agenti. Sarebbe stato un ottimo argomento da affrontare collegialmente e sentito anche il parere delle organizzazioni sindacali”.

In linea generale, i rappresentanti dei lavori si dicono “né pro né contro la dotazione del taser agli agenti del corpo unico”, ma invitano a domandarsi «prioritariamente come collocare tale iniziativa in presenza di un corpo unico parzialmente armato”. Detto questo, e precisato che intervenendo in Consiglio comunale Longhi faceva riferimento alla situazione di Imola, “siamo sin da ora disponibili a confrontarci con il comandante Talenti”.