Un operatore raccoglie il pattume in strada
Un operatore raccoglie il pattume in strada

Imola, 13 ottobre 2019 – La Giunta è pronta a mettere mano al regolamento comunale che disciplina la Tari. E in particolare pensa di cancellare l’esenzione prevista per le Onlus. L’obiettivo? Far pagare la tassa sui rifiuti, a partire dal 2020, anche ai locali utilizzati per le loro attività dalle cooperative imolesi che hanno appunto tale qualifica. E che oggi, in base al regolamento di cui sopra, sono dispensate dal versamento al pari dei centri sociali.

La questione è chiaramente piuttosto delicata. Al momento, l’unico documento ufficiale di dominio pubblico è una mozione piuttosto critica presentata dalla maggioranza. E che è stata già inserita nell’Ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale, quello di martedì. Una quindicina di righe in tutto, quelle firmate da Stefano Buscaroli, Valerio Giovetti ed Elena Piancastelli, tre esponenti ‘lealisti’ del M5s. Dopo aver ricordato la genesi della Tari, che nel 2014 ha preso il posto della Tares, a sua volta arrivata dopo Tarsu e Tia, nel documento dei pentastellati si rileva come l’attuale Regolamento comunale della Tari, approvato dal Consiglio comunale a marzo 2017, preveda «criteri penalizzanti verso alcune tipologie di soggetti».

La mozione non specifica altro, ma nel dispositivo finale chiede comunque all’Aula di piazza Matteotti di impegnare, attraverso il voto del documento in questione, la sindaca Manuela Sangiorgi e la sua Giunta a «predisporre una modifica al regolamento Tari rendendolo più equilibrato», in modo da «poter renderlo applicabile da gennaio 2020».

Annunciando la presentazione del documento, il gruppo M5s (o perlomeno la sua parte lealista) afferma in una nota: «Fin dai tempi dell’opposizione abbiamo sempre espresso dei forti dubbi sul regolamento comunale che disciplina la tassa dei rifiuti. Riteniamo sia giunto il momento di riprendere in mano il regolamento, al fine di renderlo più equilibrato».

La Tari «è un tributo finalizzato a finanziare i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti ed è una tassa dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali che producono rifiuti», ricordano dalla maggioranza; ma «l’attuale regolamento è per questo motivo troppo generico nei criteri e tende a penalizzare diverse tipologie di soggetti».

In base all’attuale regolamento, sono esentati dal pagamento della Tari, oltre ai locali utilizzati dalle Onlus, anche gli impianti sportivi di proprietà comunale e le aree, sempre di proprietà dell’ente di piazza Matteotti, utilizzate per attività ricreative da centri sociali o da altri enti e associazioni aventi finalità sociali.