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Imola, 29 novembre 2015 - «SARANNO una ventina le telecamere di lettura delle targhe che installeremo lungo il perimetro esterno del Circondario. Di queste, un po’ più della metà si troveranno a Imola». Comincia a vedere la luce il progetto, annunciato più volte dal Carlino, di implementare il sistema elettronico di controllo dei veicoli che gravitano nei Comuni che fanno parte del Corpo unico di Polizia municipale. Tutti meno due: Medicina e Castel San Pietro.

Ai sindaci, invece, il compito di stabilire il numero dei dispositivi di videosorveglianza da montare all’interno del paese. È il comandante Vasco Talenti a entrare nel merito del progetto, la cui definizione dipende dall’accordo che si riuscirà a strappare, entro fine anno, con la Regione che cofinanzia l’investimento.

Comandante, di recente abbiamo visto all’opera il targa-system. Il concetto è simile?

«Sì, con la differenza che il targa- system è un dispositivo mobile che gira con l’auto di pattuglia e può essere spostato, mentre le telecamere sono fisse».

Come funzioneranno?

«Sono dispositivi diversi da quelli per la videosorveglianza perché concepiti per controllare se un veicolo è scoperto da assicurazione o oggetto di furto. La telecamera rileva la targa, effettua un controllo incrociando le banche dati di compagnie assicurative, motorizzazione, forze dell’ordine e, nel caso, scatta la segnalazione alle centrali operative in tempo reale».

Se il veicolo risulta rubato?

«La centrale avverte gli agenti fuori, ma stiamo valutando di dotare la pattuglia di un tablet in modo da ricevere direttamente la segnalazione. Se succede di notte, sarà la prefettura a stabilire se collegare al sistema altre forze dell’ordine oltre al commissariato».

Se il mezzo è privo di assicurazione?

«Siccome non c’è più l’obbligo di esporre il tagliando, si fa una verifica più approfondita con le agenzie e solo dopo scatta la sanzione». Quante telecamere verranno installate?

«Una ventina lungo il perimetro esterno degli otto Comuni che confluiscono nel Corpo unico della Municipale. In particolare, la via Emilia che è fulcro centrale di tutto il circondario, via Selice e via Montanara. Una decina saranno collocate a Imola. Mentre le singole amministrazioni, in base alle esigenze, decideranno quanti dispositivi per la sorveglianza montare nel perimetro interno».

In città quanto sarà implementata la videosorveglianza?

«A Imola ci sono 27 telecamere di questo genere, si pensa di aggiungerne dalle 4 alle 8».

Costo dell’operazione?

«È ancora in fase di definizione perché stiamo trattando con la Regione che può dare un contributo fino al 70 per cento. Sono in corso dei sopralluoghi per capire se i punti strategici individuati sono dotati di fonti di energia di riferimento. In caso contrario, sarebbe necessaria un’opera infrastrutturale che cambia ovviamente la spesa».

Imola ha messo a bilancio una cifra di 200mila euro. Sufficiente?

«Sì se non ci sono grossi lavori infrastrutturali da fare. Oggi il mercato offre telecamere performanti con prezzi che oscillano tra i 2.500 e i 3mila euro».