Avevano una base anche a Castel San Pietro i due malviventi di origine napoletana specializzati nella truffa dei Rolex, arrestati pochi giorni fa da una pattuglia della Polizia stradale nei pressi di Lucca. Si tratta dello sviluppo di una indagine della Squadra Mobile di Bologna che nel mese scorso aveva portato all’arresto di altri due malviventi, sempre di origine partenopea, colti in flagrante ad Altedo, mentre stavano manomettendo gli armadi di derivazione telefonica di una banca. Si erano infatti specializzati in una truffa ben congegnata consumata in diverse regioni del centro nord Italia ed, in particolare, in Lombardia, Veneto, Piemonte, Toscana e Lazio. Si stima...

Avevano una base anche a Castel San Pietro i due malviventi di origine napoletana specializzati nella truffa dei Rolex, arrestati pochi giorni fa da una pattuglia della Polizia stradale nei pressi di Lucca. Si tratta dello sviluppo di una indagine della Squadra Mobile di Bologna che nel mese scorso aveva portato all’arresto di altri due malviventi, sempre di origine partenopea, colti in flagrante ad Altedo, mentre stavano manomettendo gli armadi di derivazione telefonica di una banca. Si erano infatti specializzati in una truffa ben congegnata consumata in diverse regioni del centro nord Italia ed, in particolare, in Lombardia, Veneto, Piemonte, Toscana e Lazio. Si stima che nel solo mese di ottobre tale attività illecita, considerando solo le truffe ricostruite, abbia generato un profitto non inferiore a seicentomila euro. Secondo quanto accertato dalla Polizia un finto acquirente contattava sui siti di vendita online un venditore di orologi di valore, preferibilmente Rolex e si proponeva per l’acquisto dello stesso attraverso assegno circolare.

Le parti si davano quindi appuntamento nella filiale di una banca diversa da quella che aveva emesso il titolo. Il venditore, ottenuto l’assegno, chiamava la filiale che lo aveva emesso per verificarne la copertura. Alla chiamata però rispondeva un complice del truffatore il quale, attraverso la manomissione della centralina del telefono, intercettava la linea telefonica della Banca, effettuava una deviazione di chiamata e mentre si spacciava per l’addetto allo sportello bancario confermava l’autenticità dell’assegno. A questo punto il venditore consegnava l’assegno alla filiale dove si erano dati appuntamento, salvo scoprire, solo dopo che il titolo di credito arriva alla filiale emittente, che era falso. Un assegno fabbricato in maniera così perfetta che veniva comunque letto dai lettori delle banche e veniva considerato valido fino a quando la banca emittente lo dichiarava falso. L’intestazione era quella di una nota banca bolognese e l’intervento sulla centralina telefonica a cui è collegata la Banca avveniva nella provincia di Bologna ma sempre in comuni diversi.

Dopo l’arresto della prima coppia il fenomeno pareva essersi esaurito. Salvo però ripetersi martedì scorso, quando alla Squadra Mobile di Bologna è arrivata la segnalazione dell’azione di altri due truffatori che da Castel San Pietro erano partiti per arrivare a La Spezia, luogo dove hanno messo a segno una nuova truffa del Rolex.

Stavolta però la truffa si è svolta senza l’intervento sull’armadio di derivazione a cui fa capo la linea telefonica della banca emittente. In sostanza i due soggetti, dopo aver incontrato la vittima in una via centrale della città, hanno consegnato al venditore un assegno falso da tredicimila euro, ricevendo in cambio un Rolex modello Submariner. Quando l’ignaro venditore, subito dopo, ha portato l’assegno in banca per l’incasso ha appreso che si trattava di un falso. La Polizia, subito avvertita, si è messa sulle tracce dei truffatori, li ha inseguiti e in seguito arrestati nei pressi di Lucca. Erano in possesso del Rolex oggetto della truffa e di altri due Rolex che uno dei due fermati teneva ai polsi, di cui si sta accertando la provenienza. I due, S.G. nato a Napoli nell’84 incensurato e M.G. nato a Napoli nell’86, pregiudicato, sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto e condotti nel carcere di Pisa.

g. m.