Bologna, 3 maggio 2018 - «Vorrei finalmente provare a utilizzare questa tecnologia per il mio territorio e per la mia gente. Intrattenere per un’oretta le persone più sfortunate che sono bloccate in ospedale e non possono muoversi, offrendo loro dei tour interattivi delle città più belle d’Italia e del mondo». A parlare è Giorgio Rossi, imolese di 34 anni, che dopo un lustro di lavoro all’estero come project manager per Ibm ha iniziato da qualche mese a occuparsi dello sviluppo e delle partnership internazionali del progetto Ubiatarplay: l’app dei viaggi virtuali.

L’idea è dell’ingegnere italiano Fulvio Dominici, fondatore di Ubiatar, azienda con base nella Silicon Valley, che ha sviluppato la tecnologia di base e il software. E funziona così: attraverso uno smartphone, un individuo in un luogo (l’Avatar) presta i suoi occhi ad un’altra persona connessa al pc da casa (lo Usar), inviandole sulla Rete ogni cosa che vede e sente. A sua volta, lo Usar dirige l’Avatar (che ha prenotato precedentemente sul marketplace UbiatarPlay) e riceve le indicazioni tramite una evoluta interfaccia grafica utente (Gui) sovrapposta sul flusso video. Chiunque può diventare un Avatar e offrire esperienze o pacchetti per qualsiasi prezzo forfettario a scelta: da un’esplorazione di 20 minuti del Colosseo per 30 Ubiatar coin, alla visita di un villaggio vacanze, fino alla partecipazione a un evento dall’altra parte del mondo.

«In particolare penso all’ospedale di Montecatone, un’eccellenza regionale e nazionale, che potrebbe offrire questo tipo di servizio ai propri pazienti – racconta Rossi –. I fondatori di Ubiatarplay hanno tentato nel passato di offrire tecnologie molto simili a diversi comuni, trovando sempre ostacoli nelle gestioni che hanno danneggiato solo i cittadini rendendo impossibile la realizzazione».

A livello globale, l’obiettivo è mettere insieme le risorse economiche e avviare il marketplace (UbiatarPlay). La raccolta prevista è di 30 milioni di dollari, attraverso l’emissione sul mercato di 15 milioni di Token (gettoni digitali) a 2 dollari ciascuno. Il pagamento avverrà tramite Ubiatar coin, che saranno custoditi e gestiti all’interno di portafogli virtuali.

«Auspico che a Imola e in Emilia-Romagna si possa riconoscere una nuova tecnologia utile per i più sfortunati – conclude Rossi – che aiuti a dimenticare la difficile situazione e ‘viaggiare’ spensierati almeno per qualche ora».