Imola, 21 maggio 2017 - Un colpo grosso, non c’è che dire. La Zini Elio acquista all’asta la storica sede di Cesi, in liquidazione coatta da luglio 2014. La ditta che opera in settori affini all’ex colosso edile ha comprato, tramite Elf Immobiliare srl, il quartier generale di via Sabbatani, composto da un fabbricato a destinazione direzionale con annessi due capannoni artigianali e un’ampia area esterna.

Quella della famiglia Zini – ieri all’asta erano presenti Elio, il patron, e i figli Federica e Luca – è stata l’unica offerta pervenuta. E, su una base d’asta di 2 milioni 450mila euro, Elf Immobiliare ha messo sul piatto un milione 837.501 euro, offerta compatibile con l’articolo 572 (terzo comma) del codice di procedura civile, che permette un ribasso fino al 25%. «Una norma introdotta nel 2015 per agevolare le vendite», commenta soddisfatto il commissario liquidatore Antonio Gaiani. Anche la procedura concorsuale mette a segno un discreto colpo recuperando in una sola soluzione oltre 1,8 milioni di euro.

L’operazione, vista l’estensione della sede storica di Cesi (qualcosa come più di 100 uffici oltre ai magazzini), non era affatto scontata. Ma prevedibile (e prevista). Come infatti anticipato dal Carlino nei mesi scorsi, la Zini Elio – 70 dipendenti e commesse tra Emilia Romagna, Toscana, Piemonte - era in pole position per l’acquisto del sito. Il 4 aprile 2016 l’azienda aveva infatti comprato all’asta 6mila metri quadri del magazzino di Cesi adiacente al quartier generale di via Sabbatani. E per essere sicura (o quasi) di portare a casa il risultato puntò ben 404mila euro, contro una base d’asta di 280mila.

«Avevamo acquistato i 6mila metri quadrati in funzione di questo – conferma, quasi commosso, Elio Zini, 70 anni -. Siamo molto contenti, ci tenevamo davvero ad acquisire un ambiente del genere». All’interno del quale sorgerà la futura sede della Zini Elio, visto che oggi l’impresa si divide tra due punti nevralgici: via Bacchini e via Spallicci. Un immobile di proprietà, l’altro in affitto. «Questo diventerà il nostro quartier generale», va avanti Zini.

Ma cosa fare in uno stabile di così grandi dimensioni? «Abbiamo pensato che fosse il posto adatto per gestire meglio tutta la logistica – aggiunge la figlia Federica -. È un immobile di prestigio con una sua storia, così abbiamo colto l’occasione, impensabile fino a dieci anni fa. Ma nella vita mai dire mai. Ora lo ristruttureremo in funzione del risparmio energetico e delle nostre esigenze». Un altro investimento non da poco di prospetta dunque all’orizzonte. E i tempi? Se i figli Luca e Federica sono più prudenti («entro la fine del 2017»), il patron anticipa: «Qualche mese e siamo dentro».