Imola (Bologna), 11 gennaio 2021 - "Così non possiamo andare avanti. Questo continuo valzer di colori ci sta mettendo in ginocchio". Sono già tre i ristoratori del circondario che si dicono pronti ad aderire all’iniziativa "Io apro" in programma venerdì. Un’iniziativa che si sta allargando a macchia d’olio anche alla città e agli altri comuni del territorio.
In sostanza i ristoranti che parteciperanno alla protesta resteranno aperti nonostante la zona arancione.

"Venerdì chi verrà nel nostro locale sarà un sostenitore – spiega Franco Benelli dell’Osteria del Sapore Antico di Castel San Pietro – e potrà pranzare o cenare a offerta libera. Ovviamente garantiremo tutti gli standard di sicurezza perché qui nessuno è un negazionista. Sappiamo bene il dolore che sta causando questo maledetto virus, ma non comprendiamo tutte queste regole cervellotiche che ci stanno consegnando al caos. Si passa da un giorno all’altro dal giallo all’arancione, al rosso. Non ne possiamo davvero più". Nei mesi scorsi già tanti ristoratori si erano domandati perché il virus a pranzo non contagiasse, mentre di sera sì. E tanti, considerando che nei giorni lavorativi è il turno di mezzogiorno quello più affollato, non erano riusciti a darsi risposta. Poi è iniziato il ’gioco di colori’ delle festività natalizie e, quando in molti si aspettavano qualche spiraglio di normalità è arrivata l’ennesima doccia fredda: regione in zona arancione, forse addirittura tendente al rosso.


"Mi sono rimasti 2,98 sul conto corrente – sottolinea Benelli – e ne devo pagare 2mila di bollette in sospeso. Quel poco che avevamo lo abbiamo dato ai dipendenti per non mettere in difficoltà anche loro, ma ormai abbiamo raschiato il fondo del barile. Abbiamo perdite del 45% rispetto a un anno, una situazione insostenibile. Mi consulterò nelle prossime ore con il mio avvocato per trovare la formula giusta per aderire alla protesta".

In prima linea ci sarà anche Mirko Giacometti del ristorante Alpiacere. "In un momento come questo i ristoranti del territorio devono fare squadra – sostiene –. Terremo i locali riscaldati e illuminati. Sarà l’occasione per confrontarci anche solo davanti a una tazza di caffè. Chi governa sembra non capire le necessità di un locale, a partire dalla quantità di alimenti da acquistare: con questo valzer di colori si rischia di buttare decine di chili di prodotti freschi".

E se tutti i ristoratori che abbiamo contattato confermano con un ’plebiscito’ che i tanto annunciati ristori restano un ’miraggio’ c’è chi non riesce a capire perché deve continuare a pagare bollette e Tari per locali rimasti vuoti per mesi. Come Andrea Grillini della Lagosteria. "Non faremo mancare il nostro sostegno – osserva – e nei prossimi giorni troveremo la formula giusta. Gestiamo il locale dopo aver vinto un bando comunale e non possiamo rischiare di farcelo revocare perché in gioco ci sono anche gli stipendi dei nostri ragazzi. Venerdì, comunque, faremo asporto a offerta libera e chi ordinerà da noi non sarà un cliente, ma un sostenitore".



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