Imola, 4 luglio 2018–E’ innovativo, coinvolgerà circa 300 degli attuali 1.200 occupati e permetterà di evitare 90 licenziamenti l’accordo sottoscritto tra Cooperativa Ceramica e sindacato. Per far fronte al venir meno dell’ammortizzatore sociale, terminati i 36 mesi di contratto di solidarietà previsti dalla legge ma rimasta una quota di esuberi, si prevede infatti una riduzione dell’orario di lavoro, una parziale integrazione del reddito (da 125 ad un massimo di 240 euro al mese) ed una copertura dei contributi per la pensione con un versamento straordinario sul Fondo di previdenza integrativo Foncer pari a quello che l’Inps riconosceva come figurativi durante la solidarietà. Nei prossimi giorni si terranno le assemblee e il voto dei lavoratori.

La Ceramica è una delle più antiche e longeve cooperative di produzione e lavoro d’Italia e ha stabilimenti a Imola, Faenza e Casalfiumanese. Si tratta, come gli imolesi sanno bene, di una delle maggiori aziende del made in Italy nella produzione di pavimenti e rivestimenti. Ed è stata una delle prime aziende che già nel 2008 ha condiviso con il sindacato l’utilizzo del contratto di solidarietà sull’intera platea dei dipendenti, con l’obiettivo di evitare i licenziamenti e salvaguardare il patrimonio industriale di un intero territorio.

«Il settore ceramico dal 2008 vive una lunga crisi – ricorda Giordano Giovannini, segretario generale Filctem-Cgil Emilia-Romagna – che ha indotto l’intero distretto a profonde riorganizzazioni ed innovazioni con un impatto sui volumi (scesi a 400 milioni di metri quadri) e sugli organici (scesi a 20mila addetti in regione) ed una forte selezione delle imprese che hanno retto grazie a forti investimenti, a processi di crescita dimensionale (acquisizioni) e ad una politica di qualificazione e di diversificazione di prodotto e dei mercati di riferimento».

La riforma degli ammortizzatori di 3 anni fa, riducendo la durata ed il livello di copertura della cassa integrazione e del contratto di solidarietà, secondo Giovannini «lascia imprese e sindacati senza strumenti per gestire crisi e riorganizzazioni complesse». Per questo motivo, «servono strumenti che aiutino queste esperienze e sperimentazioni – avverte il segretario generale della Filctem-Cgil Emilia-Romagna –; servono misure che aiutino e sostengano forme di riduzione degli orari e di redistribuzione del lavoro».

Governo e Parlamento, prosegue Giovannini, «aiutino chi fa politiche di responsabilità sociale e di difesa e sviluppo dell’occupazione anziché continuare a defiscalizzare e decontribuire a pioggia le imprese anche quando licenziano o promuovono finto welfare aziendale. L’accordo sulla riduzione d’orario in Cooperativa Ceramica – conclude il segretario generale della Filctem-Cgil Emilia-Romagna – dimostra questo».