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Imola, proclamato lo sciopero pasquale

Sindacati contro le aperture festive dei negozi: "Sono inutili"

Ultimo aggiornamento il 27 marzo 2018 alle 07:10
Secondo i sindacati, i lavoratori possono rifiutarsi di lavorare nei festivi

Imola, 27 marzo 2018 - In attesa di capire se la prossima Giunta porterà avanti il progetto, partito negli ultimi mesi dello scorso mandato, di un protocollo locale sulla chiusura dei negozi durante le principali festività, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil tornano a ribadire che, a Imola come nel resto della regione, a Pasqua e Pasquetta si possono tenere le serrande abbassate. E rinforzano il messaggio con la proclamazione di uno sciopero per domenica 1 aprile e un’astensione dal lavoro per lunedì 2, quando sul territorio sono annunciate le aperture di Famila, Pam, Obi, Lidl e Mercatone Uno.

«La disponibilità al lavoro festivo è una scelta libera e autonoma», ricordano Filcams-Fisascat-Uiltucs, e «recenti sentenze confermano questa nostra impostazione, secondo la quale il datore di lavoro non può imporre al dipendente di lavorare in una giornata festiva e definisce illegittima l’eventuale sanzione disciplinare a punizione del rifiuto al lavoro festivo, se non vi sia stato preventivamente un assenso di quest’ultimo».

Nel mirino dei sindacati, come già in occasioni analoghe a ridosso delle festività, finiscono ancora una volta le liberalizzazioni degli orari introdotte nel 2011 con il decreto ‘Salva Italia’ che ha cancellato «ogni vincolo e regola in materia di orari commerciali, nel totale disinteresse degli effetti negativi prodotti su milioni di persone, in prevalenza donne, e sulle loro famiglie». Si era provato a correggere le cose in Parlamento, ma la discussione si è fermata in commissione Commercio del Senato su una proposta che permetteva agli enti locali e alle parti sociali di ridiscutere di orari di apertura dei punti vendita ma, non ponendo vincoli, se non la chiusura in sole sei festività, «sostanzialmente non risolveva il problema», dicono i sindacati chiedendo alle Camere appena rinnovate una nuova regolamentazione delle aperture commerciali.

«Le liberalizzazioni sono sbagliate, non aiutano la crescita economica, non creano nuova occupazione, producono dumping tra piccola e grande distribuzione, svendono le festività, svuotano i centri storici delle città a favore delle cittadelle del consumo, sviliscono la qualità del lavoro spezzettando la prestazione lavorativa e costringendo i dipendenti ad orari ben poco concilianti con le necessità di riposo», elencano Filcams-Fisascat-Uiltucs.

Per queste ragioni, le segreterie regionali delle tre sigle invitano «ad astenersi per tutto il turno di lavoro delle festività» ricordando che, appunto, «sulla base delle norme contrattuali vigenti, e alla luce delle recenti sentenze della Cassazione», i lavoratori «potranno rifiutarsi di effettuare prestazioni lavorative in tutte le festività, senza incorrere in nessuna sanzione».

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