Un momento di gioco dell'Imolese
Un momento di gioco dell'Imolese

Imola, 8 giugno 2019 – I tifosi dell’Imolese alzano la voce. E dopo giorni di polemiche sulle sorti dello stadio comunale Romeo Galli, con il ritardo dei lavori di adeguamento della struttura che rischiano di penalizzare una squadra andata fortissimo quest’anno, hanno affidato ieri tutto il loro disappunto prima a uno striscione spuntato in mattinata fuori dai cancelli dell’impianto e subito dopo a lunga nota. Entrambi firmati «i tifosi indignati». Il primo messaggio recita così: «Basta Area Blu, lo stadio datelo ai rossoblù». La società, sostenuta in tal senso dal Comune, ha infatti addossato le colpe del mancato via libera al potenziamento dell’impianto di illuminazione alla Spa di via Mentana. E per bocca della vicepresidente Fiorella Poggi ha minacciato di non iscrivere la squadra la prossimo campionato di Serie C.

Detto che Area Blu contesta la ricostruzione di Imolese calcio e dell’amministrazione, ieri c’è stato un incontro tra le parti che si è concluso con un nulla di fatto. Ci si rivedrà la prossima settimana. Intanto però i tifosi hanno deciso da che parte stare. E cioè quella della società rossoblù, alla quale chiedono un nuovo stadio. «Nel turbinio di questi giorni in cui vengono fuori magagne già viste e tristemente annunciate, ci sentiamo in dovere di fare sentire la voce come tifosi – scrivono –. Ci troviamo di fronte a varie tipologie di comportamento: c’è chi si è svegliato oggi, chi ancora non si è svegliato e chi una mattina si è svegliato male. Lasciamo a voi il gioco di abbinare i nomi degli amministratori pubblici e dei politici agli atteggiamenti sopra esposti».

Dal canto loro, i tifosi rimarcano «solo il dato di fatto che il progetto messo in piedi dall’Imolese calcio, con una proprietà giovane, dinamica e lungimirante, non nasce oggi, ma viene da lontano. Sono stati fatti molti investimenti nel tempo e i risultati si cominciano a vedere».

A questo punto «crediamo che l’unica strada percorribile per il proseguimento del progetto dell’Imolese calcio sia quella di costruire celermente un nuovo stadio (in sostituzione del Bacchilega?) adatto al calcio, con servizi, strade e parcheggi adeguati, vivibile sette giorni su sette – mandano a dire i tifosi «indignati» –. Uno stadio anche piccolo, ma capace di accogliere gli sportivi imolesi e quelli ospiti, tutto coperto, senza barriere, con tribune vicino al campo. In sintesi: tutto quello che non è il Romeo Galli, una struttura gloriosa, ma che non è uno stadio per il calcio e non lo sarà mai, nemmeno dopo che vi saranno spesi due milioni dei nostri soldi di contribuenti, utili solo a perfezionare l’iscrizione al campionato».

Ecco perché «chiediamo quindi agli amministratori pubblici di farsi un giro al Galli le domeniche di campionato e al Bacchilega quando si allenano centinaia di ragazzi e ragazze. Forse così – concludono – apriranno gli occhi».