La sindaca Manuela Sangiorgi
La sindaca Manuela Sangiorgi

Imola, 15 gennaio 2019 - Lo stallo continua. E la sindaca Manuela Sangiorgi è sempre più sola contro tutti. Per la prima cittadina di Imola ieri è stato uno dei giorni più difficili da quando indossa la fascia tricolore. L’assemblea dei soci del Con.Ami, che come prevedibile non ha portato alla nomina del nuovo Consiglio di amministrazione del Consorzio pubblico dei 23 Comuni, ha però toccato in mattinata picchi di tensione altissima; più di quanto non fosse pronosticabile. Tensione che, al termine del summit, traspare nelle parole dei diretti protagonisti. E soprattutto sul volto della Sangiorgi, che dopo aver visto la propria proposta di Cda rispedita al mittente ed essersi beccata le urla di qualche collega, fatica a trattenere le lacrime. 


«Ho sempre creduto nella democrazia, ma qui manca concertazione – risponde dopo l’assemblea la sindaca davanti agli altri amministratori che le imputano praticamente la stessa cosa –. Imola ha sempre espresso tre membri del Cda su cinque. Al 90% il Con.Ami va bene e va avanti da solo, ma servono maggiore condivisione e attenzione per Imola. Non ho alcun timore di governare, ho un mandato netto, chiaro e forte che vorrei esercitare. Ma non me ne danno la possibilità. E fa riflettere che in passato, prima del mio ingresso nel Consorzio, le cose venissero votate sempre all’unanimità».


Fin qui le parole pronunciate davanti agli altri sindaci, nel corso di un’anomala conferenza stampa convocata dai colleghi della Sangiorgi, ma alla quale anche la prima cittadina imolese prende parte. Almeno all’inizio. A fine giornata, dopo aver faticato non poco a reggere il confronto con i ‘rivali’, la sindaca pare tuttavia aver ritrovato un po’ di quello lo spirito battagliero che l’aveva accompagnata in campagna elettorale. «Perché ho detto ‘no’ alla candidatura di Domenico Olivieri come presidente del Cda? Non ha i requisiti per farlo e soprattutto non ha la mia fiducia – risponde a mente fredda la Sangiorgi –. Non può andar bene solo perché è imolese».


Dal canto suo, forte di un parere legale secondo il quale uno dei cinque consiglieri del Consorzio (quello Stefano Cassani rimasto in carica dopo le dimissioni degli altri componenti del Cda) non va sostituito, la sindaca ha provato (senza successo) a sottoporre all’assemblea dei soci del Consorzio quattro nomi per il nuovo Cda: presidente Stefania Forte, consiglieri Sara Cirone, Giulio Cristofori e Luciano Pirazzoli. Ora invece la palla passa al prefetto Patrizia Impresa. «Farà quanto le spetta», si limita a commentare la Sangiorgi, che dice di non aspettarsi dalla situazione di stallo in Con.Ami ripercussioni sul bilancio 2019 del Comune («Ci sarà una previsione di entrata un po’ più bassa dello scorso anno, ma niente di più») e torna infine sul momento di difficoltà vissuto in mattinata: «Non se ne può più, qui si fa un gioco sporchissimo. Vogliono che sia lì in balia degli altri 22. Me ne hanno dette di ogni, alternandosi negli attacchi. Un comportamento pessimo dal punto di vista istituzionale e umano. Le persone sono persone. Ma vado avanti».