Imola (Bologna), 6 dicembre 2018 - Non piace a Giuseppe Palazzolo (Patto per Imola) la risposta di Con.Ami alla questione – sollevata dallo stesso civico di opposizione – dell’auto aziendale a disposizione del Consorzio pubblico dei 23 Comuni. Si tratta, come ormai noto, di un’Alfa Romeo Giulia 2.2 turbo da 150 cavalli che l’ente di via Mentana ha noleggiato a lungo termine a giugno di quest’anno per un costo totale di 32.640 euro.

Una vettura che, secondo l’interpretazione di Palazzolo, si coniuga male con le direttive nazionali mirate al contenimento della spesa per le auto blu. Non così secondo il direttore generale del Con.Ami, Stefano Mosconi, che nella relazione inviata in Comune dopo l’interrogazione formale di Palazzolo, e letta martedì sera in Aula dall’assessore Claudio Frati, difende la scelta dell’ente di via Mentana. «Ma ai Consorzi come Con.Ami si applicano le norme previste per le aziende speciali – ribatte Palazzolo –. Pertanto sono un soggetto istituzionalmente dipendente dall’ente locale, legato a questo da stretti vincoli, sul piano della formazione degli organi, degli indirizzi, dei controlli e della vigilanza, al punto da farla ritenere un elemento del sistema amministrativo facente capo allo stesso ente territoriale».

Nella relazione di Mosconi, il Con.Ami dichiara che quelli relativi al noleggio delle autovetture «non sono costi della politica, ma costi aziendali – ricostruisce il civico –, rientranti nei normali costi della gestione d un’attività di impresa che svolge servizi alla cittadinanza e produce utili di esercizio». Un’interpretazione, questa, che come detto non convince affatto Palazzolo. «Ritengo che il Con.Ami, pur avendo autonomia imprenditoriale, abbia vincoli e limiti – osserva il consigliere comunale di opposizione –. Infatti, l’azienda speciale deve informare la propria attività a criteri di efficacia, efficienza ed economicità. La mia interrogazione era centrata principalmente a questi criteri, pertanto riaffermo che noleggiare quel tipo di autovettura, con quella cilindrata e il relativo costo non mi sembra una scelta giusta».

Detto questo, Palazzolo passa a stuzzicare la Giunta. «Mi sarei aspettato dall’assessore Frati, che ha un ruolo di indirizzo, di controllo e vigilanza),una risposta politica – sferza il civico di centrodestra –. Una presa di posizione chiara e non una lettura tecnica a stenti di quello che aveva scritto il direttore del Con.Ami. E’ facile scrivere sui social network – affonda ancora Palazzolo –, ma è difficile parlare con chiarezza e coraggio in Consiglio comunale».