Imola, 31 marzo 2018 - La mattinata in due istantanee: nella prima ci sono gli esponenti del centrodestra locale, storicamente dilaniato da faide interne che a volte si alimentavano anche nello stesso partito, in posa in piazza Matteotti come una squadra di calcio; nella seconda, una parte di quegli stessi politici suggella la comunione di intenti con una stretta di mano collettiva. Ecco, per capire il peso del centrodestra unito alle amministrative del 10 giugno bisogna partire da qui: nel 2013, gli stessi che ora sono fianco a fianco si presentavano alle urne divisi, con quattro schieramenti diversi all’interno di un’area che, includendo anche la compagine di Riccardo Mondini (l’unico rimasto fuori dal nuovo progetto), esprimeva cinque aspiranti primi cittadini. E il risultato fu disastroso.

«Il Pd ha perso tantissimi voti e non riesce a trovare un candidato, invece noi siamo partiti bene e presto, ma ora dobbiamo restare uniti perché sarà una gara durissima e lunghissima», avverte oggi Giuseppe Palazzolo, candidato sindaco di una coalizione dove il pacchetto di maggioranza ce l’ha la Lega Nord (così dicono i risultati delle elezioni politiche), ma nella quale spingono anche Forza Italia, Fratelli d’Italia e altre liste civiche tra le quali una pro Autodromo e un’altra, Focus 2018, destinata a rivestire un ruolo di primo piano nelle gerarchie interne. Presentando il suo programma, Palazzolo mette in fila quelle che considera le priorità del suo eventuale mandato amministrativo: sicurezza, sanità, sociale.

E poi c’è l’Autodromo, per il quale il candidato sindaco del centrodestra promette «una gestione diversa, che non guardi solo al business, ma tenga unite l’esigenza di rilancio della struttura e il diritto alla salute dei cittadini che vivono in zona»; il tutto legato a doppio filo alla riqualificazione del parco delle Acque minerali, «che non può restare nelle attuali condizioni di abbandono e degrado». E l’Osservanza? «Deve diventare un luogo di incontro in cui possano convivere varie realtà: campus universitario, ma anche luogo di cultura e in cui gli anziani possano dialogare con i giovani». Sulla discarica, invece, in caso di vittoria uno dei primi atti di Palazzolo sarà quello di «chiamare il presidente della Regione Stefano Bonaccini per chiedergli di bloccare l’ampliamento della discarica Tre Monti, ritirare il ricorso al Consiglio di Stato dopo lo stop imposto dal Tar e di ripartire da capo, ordinando nuove e accuratissime analisi».

Infine, il candidato di centrodestra punta il dito contro «l’attuale sistema per l’assegnazione degli alloggi Erp, grazie a cui tanti extracomunitari ufficialmente a ‘reddito zero’, ma che magari possiedono una casa fuori regione o all’estero, scavalcano in graduatoria le famiglie italiane con un reddito basso». Questo, conclude, «non è accettabile, serve più equilibrio». E se Palazzolo tiene a sottolineare la natura civica e ‘di servizio’ della propria candidatura, contrapponendola al «falso civismo e all’arroganza di un Pd che non sa più dialogare con i cittadini», il neodeputato della Lega Nord, Jacopo Morrone, è ancora più duro. Presente in piazza Matteotti assieme ai colleghi Gianni Tonelli e Carlo Piastra, Morrone afferma infatti che «la scelta è fra trasformare Imola in un ricovero per politici di centrosinistra falliti e dare una spinta nuova alla città». Intanto sono state rese note le date per le elezioni municipali, il cui primo turno si terrà il 10 giugno e l’eventuale ballotaggio il 24.

Enrico Agnessi