Fausto Tinti, alla guida di Castello dal 2014. È soddisfatto del numero di aziende insediatesi nel territorio
Fausto Tinti, alla guida di Castello dal 2014. È soddisfatto del numero di aziende insediatesi nel territorio

Castel San Pietro, 2 gennaio 2019 - Un 2018 con molte più luci che ombre, e un primo semestre del 2019 con una sola parola d’ordine: lavoro, «per completare il percorso di crescita della città, unico obiettivo che ci siamo posti sin dall’inizio del mandato». Il sindaco Fausto Tinti traccia il proprio bilancio dell’anno appena andato in archivio e guarda al futuro prossimo senza assilli, nonostante le ormai prossime elezioni a fine maggio 2019.

«Vogliamo capitalizzare in questi mesi il grande lavoro che è stato fatto in questi anni», è il proposito e l’auspicio di Tinti, che sulla sua ricandidatura rompe gli indugi. «Vorrei avere tempo e possibilità per concludere il percorso iniziato quasi 5 anni fa», conferma. La più grande soddisfazione che gli ha lasciato il 2018 è, dice senza tentennamenti, «la raccolta differenziata, un successo insperato. Passare dal 52% a quasi l’85% in pochi mesi è un traguardo meraviglioso, segno che i cittadini hanno capito l’importanza e il valore culturale insito in questo cambiamento che abbiamo fortemente voluto». E se per i cittadini «il cambiamento sapevamo bene non sarebbe stato semplice», Tinti annuncia che i castellani avranno dal 2019 un «meritato e tangibile riconoscimento sotto forma di una riduzione della Tari del 3,5% per il domestico e del 7% per le aziende. Non sarà tanto, ma è un primo passo, soprattutto è un’inversione decisa di tendenza».

Tornando al 2018, un altro merito che Tinti si riconosce è quello di «aver traguardato tante assunzioni nella macchina comunale, e di questi assunti moltissimi sono giovani che credono nella pubblica amministrazione. Con i sindacati l’accordo sul contratto di lavoro è stato raggiunto senza difficoltà, merito che c’è stato riconosciuto il fatto di aver mantenuto le promesse di inizio mandato quando parlavamo di un turnover del personale al 100%».

Per il 2019, annuncia il sindaco, nel piano-assunzioni ci sarà anche «una figura per noi importante, anzi fondamentale, di raccordo tra Comune e Protezione Civile, che avrà la responsabilità del controllo del territorio». Legate ai lavori pubblici, ci sono luci ma, ammette Tinti, ci sono anche ombre. Le luci dei «quasi 10 milioni di euro di opere già finanziate», le ombre di «essere riusciti a ‘portare a casa’ solo opere per 2 milioni di euro. La burocrazia è tanta, però bisognava e bisognerà ora essere più veloci nel far partire i lavori», ammette, e questo diventa anche il proposito per questi primi mesi del 2019 nei quali si intendono iniziare opere (già finanziate appunto) come «il recupero interno dell’Arena, le ciclabili, l’asfaltatura di altre strade».

Sempre nel 2019 due traguardi sono già segnati in rosso. L’approvazione del Poc («fondamentale per creare le condizioni di sviluppo sostenibile della città, il 9 gennaio porteremo il Poc in Città Metropolitana»), e il polo di Osteria Grande («ci abbiamo lavorato anni, contiamo di ottenere i finanziamenti in questi primi 3-4 mesi dell’anno»). E se nei suoi 4 anni e mezzo da sindaco a renderlo particolarmente orgoglioso è stato «lo straordinario lavoro di ascolto e di collaborazione con le tante associazioni della città, di volontariato e non, una risorsa meravigliosa per la nostra città», chi sarà sindaco dopo maggio 2019 potrà beneficiare di quella che Tinti definisce «una grande operazione: l’accordo con la proprietà di Palazzo Varignana, arrivato dopo un lungo anno di trattative, che garantirà ottime entrate da reinvestire e che si base su uno sviluppo sostenibile con consumo di suolo zero». Ultimo ‘spot’, non del 2018 ma di tutto il suo mandato, «le tante aziende insediatesi in città, segno che questa città sa attrarre investitori, e segno che siamo stati dinamici e bravi a capire i bisogni degli imprenditori».