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Nomine a Imola, ecco il regolamento. "Nessun doppio incarico"

Comune, il nuovo corso dell'amministrazione Cinque Stelle

di ENRICO AGNESSI
Ultimo aggiornamento il 1 agosto 2018 alle 07:25
a sindaca grillina Manuela Sangiorgi

Imola, 1 agosto 2018 - Parte il nuovo corso in materia di nomine dei rappresentanti del Comune in enti, aziende e istituzioni. L’Aula di piazza Matteotti ha infatti approvato, nella seduta di ieri, un nuovo regolamento ad hoc, fortemente ispirato a quello in vigore a Torino (dove non a caso c’è un’amministrazione del M5s), che mette nero su bianco una serie di indirizzi operativi in vista delle prime designazioni che l’amministrazione pentastellata sarà chiamata a fare nell’immediato futuro.

Detto che il decalogo non si applicherà a quegli incarichi individuati per legge o convenzione, e in altri pochi casi specifici, lunga la serie di paletti da rispettare. Paletti che tuttavia, in molti casi, erano già presenti in quanto introdotti dall’amministrazione Manca nel regolamento precedente. Rispetto al passato, però, c’è una novità importante: di qui in avanti la stessa persona potrà essere nominata o designata quale rappresentante della città di Imola «di norma in un solo ente, azienda o istituzione».

Inaomma, niente doppi incarichi. Salvo rare eccezioni. «In casi d’urgenza o di necessità legate a competenze specifiche, analiticamente motivate, la stessa persona potrà avere un secondo incarico», recita infatti il regolamento. «In ogni caso – si legge ancora nel decalogo –, all’atto d’accettazione della carica successiva alla prima l’amministratore interessato deve dichiarare alla città di Imola la scelta di uno solo degli emolumenti, se previsti, rinunciando espressamente agli altri».

Ma cosa fare con quegli incarichi ‘a cascata’, come per esempio il presidente di Con.Ami che automaticamente diventa membro del Cda di Hera? Qualcuno, come il civico Giuseppe Palazzolo (Patto per Imola), già nella commissione che ha anticipato il Consiglio comunale di ieri aveva auspicato la loro scissione. «Se Con.Ami e Hera lo prevedranno nei loro Statuti, siamo pronti a valutare la modifica», è l’apertura dell’assessore Claudio Frati, titolare del Bilancio e del Personale, che ha presentato in Aula la delibera.

Delibera che è stata approvata, alla fine, grazie ai voti della maggioranza targata M5s e l’astensione di Pd e Lega. Tra i banchi del centrosinistra, da registrare tuttavia lo scetticismo dei Dem Fabrizio Castellari («La pluralità di incarichi di fatto resta») e Roberto Visani. «Il nuovo regolamento non dista in maniera significativa rispetto al precedente – rivendica l’ex vicesindaco, oggi consigliere comunale –. Di fatto introduce l’impossibilità del doppio incarico con una formula elegante, ma alla Giunta resta la possibilità di considerarlo». Nessun veto, come detto, da parte della Lega. «Ci asteniamo – afferma il capogruppo del Carroccio, Simone Carapia – e verificheremo se farete quello che avete scritto».

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