Marcello Tarozzi con Roberto Visani e Marco Panieri
Marcello Tarozzi con Roberto Visani e Marco Panieri

Imola, 28 novembre 2018 - Prosegue la corsa alla segreteria del Pd territoriale, diventata un testa a testa dopo il ritiro dell’outsider Antonio Colucci. I due sfidanti alla poltrona più importante di viale Zappi, l’attuale capogruppo Dem in Consiglio comunale, Marco Panieri, e il suo predecessore, Marcello Tarozzi, hanno iniziato i loro dibattiti pubblici. E gli iscritti all’ormai ex partitone hanno cominciato a esprimere le loro preferenze. Nel circolo di via Selice, Panieri ha chiuso in testa: 54 a 10. Ma la gara si annuncia comunque piuttosto aperta. Questa sera si vota a Spazzate Sassatelli, domani a Mordano e venerdì nel circolo Cappuccini. Il 13 dicembre la proclamazione ufficiale del nuovo segretario.

«Chi si è avvicinato alla politica da pochi anni come me e con poca esperienza riesce ad essere ricettivo e aperto, libero da condizionamenti e preconcetti – ha affermato Panieri dopo la prima assemblea in via Selice –. Questa è la mia idea di partito, quella che sto portando dentro i circoli, quella di ripartire da tutti e con tutti, iscritti, elettori, simpatizzanti e cercare di interpretare bisogni e dare risposte che forse finora sono mancate. Un ringraziamento a Tarozzi per essere al mio fianco, momentaneamente in veste di avversario politico, in queste settimane, ricordandoci sempre che i veri avversari politici si chiamano M5s e Lega. Dobbiamo insieme ricostruire fiducia e consenso, per il Pd Imola e per le nostre comunità».

Più pungente, nei confronti del rivale, l’ex capogruppo Dem. «Non sono interessato a lanciare i nomi di chi occuperà qualche sedia in segreteria perché voglio interessarmi invece dei temi concreti che attraversano la vita reale delle persone – è la risposta di Tarozzi alla scelta di Panieri, che nei giorni scorsi ha indicato in tal senso i profili di Valentina Baricordi e Selena Mascia –. Non sono interessato ad accordi tra correnti, né capicorrente. Voglio che il Pd territoriale torni a fare politica. Basta avere paura di confrontarsi, di parlare, di stare nella società. Serve coraggio. Per questo, una volta eletto, sceglierò la squadra con la quale lavorare, valorizzando giovani e persone d’esperienza, donne e rappresentanti dei territori. Lo farò dopo la mia elezione. Farlo prima avrebbe il gusto di accordo e di scambio». Ciò detto, «il Pd che ho in testa non si occupa di equilibri di potere – assicura ancora Tarozzi – . Si occupa invece molto di questioni reali e concrete. Gli azionisti di riferimento di questa candidatura sono gli iscritti al partito. Nella prima settimana del nuovo corso, promuoverò volantinaggi davanti ai luoghi della vita reale delle persone. Torniamo ad occuparci di quella».