Alcuni degli standisti intervenuti a Castello Games (Foto Isolapress)
Alcuni degli standisti intervenuti a Castello Games (Foto Isolapress)

Castel San Pietro (Bologna), 28 luglio 2015 - La ricorderanno in tanti, l’edizione numero uno di Castello Games. I visitatori che hanno azzardato un sabato o una domenica pomeriggio di luglio per raggiungere Castel San Pietro e non trovare nulla di ciò che era stato promesso, i commercianti che anziché abbassare la serranda e godersi un meritato giorno di mare hanno lasciato aperti i battenti per accogliere la promessa (e mai giunta) fiumana di visitatori, il Comune stesso che pensava di ritrovarsi tra le mani un futuro Lucca Comics e invece ora dovrà prodigarsi a spiegare il perché ha concesso le chiavi di piazza e città a un’organizzazione su cui ora piovono critiche. Ma di certo tra quelli che meglio ricorderanno il colossale flop di Castello Games c’è Matteo Medri, titolare della gelateria La Terrazza di viale Terme che, non solo ha appoggiato l’iniziativa, ma ha voluto anche farne attivamente parte con uno stand. «Ci ho rimesso intorno ai mille euro. In 12 ore ho perso quello che un comune mortale guadagna in un mese», è la sintesi iniziale che rende ottimamente l’idea della due giorni-horror.

E dire che il pre-manifestazione lasciava presagire tutt’altro. «Nelle riunioni dei mesi scorsi si parlava di un evento di grande portata. Mi sentivo garantito dal mio Comune», dice. E come dargli torto, in effetti. Medri, per l’organizzazione dell’evento, parla sempre con il referente della società Riccardo Melandri, prenota e paga il proprio posto-stand proprio di fronte alla piazza, salvo scoprire sabato, al suo arrivo, che «la collocazione era tutt’altra». Passi anche questo problema, il fatto è che, mancando l’allacciamento elettrico, Medri deve pagare un operatore esterno per far funzionare con un impianto di fortuna frigo e bancone, mentre lo stand per tutti e due i giorni rimane «al buio, illuminato solo dalle vetrine dei negozianti, nonostante il sabato gli organizzatori mi avessero portato i neon mai allacciati».

E poi la beffa finale: Medri propone alla società organizzatrice di fornire pranzi e cene a tutto lo staff (e agli ospiti), e il suo preventivo viene accettato. Sabato, sin dalla mattina, inizia il calvario. Alle 11.30 metà centro storico è ancora senza allestimento, alle 15 iniziano gli accessi a pagamento che però terminano già intorno alle 17.30, quando gli addetti agli accessi (una società diversa da quella organizzatrice), viene avvertita della mancanza di liquidità, e abbandona. Lo stesso fa la società di service che si occupa di audio e filodiffusione, che vengono staccati, così come saltano gli spettacoli della sera, anche se «il gruppo Super Robot suona una quarantina di minuti, gratis, per non deludere i fans». Nel suo stand Medri, intanto, prepara dessert attenendosi ai numeri delle prevendite. Ma sono tutti sbagliati e, infine, alle 19, il suo stand viene allagato per la rottura di centinaia di bottiglie che facevano da sostegno a quello degli zombie, e resta chiuso fino alle 21. Altri soldi persi.