Guns N’Roses a Bologna, l'abbraccio dei fan (foto Ansa)
Guns N’Roses a Bologna, l'abbraccio dei fan (foto Ansa)

Imola, 10 giugno 2017 - Inzia  con la sigla registrata dei Looney Tunes e finisce con il bondiano omaggio allo scomparso Chris Cornell di You know my name lo show con cui i Guns N’ Roses calano stasera alle 20.45 all’Autodromo di Imola per il più grande appuntamento rock della stagione assieme a quelli di Coldplay, U2 e Rolling Stones.

Anche se il tributo a quel gotha del rock frequentato con grande successo da Axl Rose, Duff McKagan e Slash nella loro prima vita – grazie ad un altro episodio targato 007 quale Live and let die di Paul McCartney e Wings e a Knockin’on heaven’s door di Bob Dylan tra i solchi di Use your illusion I & II – trova in questa reunion una sua decisa implementazione arrivando ad abbracciare cose come Wish you where here dei Pink Floyd, The seeker degli Who, Whole lotta Rosie degli Ac/Dc , o un altro tributo a Cornell quale Black hole sun. E questo senza contare citazioni come la claptoniana Layla nell’introduzione di November rain, il tema scritto da Nino Rota per Il Padrino, o Vodoo Chile di Hendrix nella coda di November rain.

Insomma uno spettacolo granitico, concepito ancora una volta attorno al capolavoro della band, vale a dire quell’Appetite for destruction che lascia nel repertorio dello show ben otto dei suoi dodici pezzi. Dopo quel ’93 in cui l’incantesimo si sciolse per i capricci di Axl e i problemi personali di Slash, nessuno avrebbe pensato di rivedere la coppia assieme e un titolo come Not in This Lifetime…Tour, ovvero «non in questa vita… tour», rende bene l’eccezionalità della reunion e di questi 118 concerti in quattro continenti varati il primo aprile 2016 sul palco del Troubadour, celebrato locale del Santa Monica Boulevard, a Los Angeles; un’anteprima per 500 cuori affamati, cui sono seguiti i 68 mila del Foro Sol di Città del Messico, i 62 mila dell’Estadio Nacional di Santiago del Cile, i 50 mila del MetLife Stadium di East Rutherford, New Jersey, e tanti altri ancora, consentendo ai Guns di avviare questa trance europea con in tasca 250 milioni di dollari d’incassi in 14 mesi.

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Tutto col sostegno sulla scena di pregiati sessionmen quali il tastierista Dizzy Reed (con loro dal ’90), il chitarrista Richard Fortus (arrivato nel 2002), il batterista Frank Ferrer (entrato nel 2006), batteria, e l’altra tastierista Melissa Reese, ma anche di supporter stratosferici quali Alice in Chains, The Cult, Wolfmother, Lenny Kravitz, ZZ Top, The Who.

Di livello pure quelli scelti per gli show europei, vale a dire il gallese Phil ‘Wizzö’ Campbell, che i più conoscono per essere stato il chitarrista dei Motörhead fino alla scomparsa dell’icona Ian ‘Lemmy’ Kilmister e conseguente scioglimento della band, e i Darkness dei fratelli Justin e Dan Hawkins. Tutti fattori chehanno mandato esauriti gli 80mila biglietti disponibili dello show imolese in poche ore.

Era scritto da qualche parte che l’incontro dei ritrovati Guns con i fans italiani – ventiquattro anni dopo l’ultima esibizione nella formazione ‘storica’ allo Stadio River Plate di Buenos Aires, nell’epilogo dell’interminabile Use Your Illusion Tour transitato pure a Torino e a Modena – dovesse avvenire all’Autodromo Enzo & Dino Ferrari. Nel giugno del 2001 la band, allora ridotta al sole Axl, figurava, infatti, tra gli headliner della quarta edizione dell’Heineken Jammin’ Festival, ma un colpo di testa last minute dell’imprevedibile cantante mandò in fumo l’intera tournée, costringendo gli organizzatori del festivalone emiliano a sostituirli con gli Offspring. Di reunion si era iniziato a parlare nel dicembre 2015, ma l’evento venne ufficializzato solo il mese successivo con l’annuncio della partecipazione di Rose, Slash e McKagan al Coachella Festival di Indio, in California. Ed ora l’Italia.