Youssef Maleh da bambino con la maglia del Medicina e con la maglia della Nazionale under 21 contro la Svezia (Ansa)
Youssef Maleh da bambino con la maglia del Medicina e con la maglia della Nazionale under 21 contro la Svezia (Ansa)
di Giovanni Poggi Da Portonovo di Medicina alla nazionale Under 21 azzurra per la fase finale dell’Europeo in Slovenia e Ungheria. Nel mezzo, una finale per la serie A con la maglia del Venezia: due appuntamenti ravvicinati che possono cambiare una carriera, anche se quella di Youssef Maleh, italo-marocchino bolognese, ha già preso una svolta decisiva. Vale la pena di scoprire il suo mondo, ora colorato d’azzurrino. Classe ’98, nato a Castel San Pietro, ma medicinese d’adozione come tiene a specificare papà Rachid che, invece, come mamma Zohra e la sorella maggiore...

di Giovanni Poggi

Da Portonovo di Medicina alla nazionale Under 21 azzurra per la fase finale dell’Europeo in Slovenia e Ungheria. Nel mezzo, una finale per la serie A con la maglia del Venezia: due appuntamenti ravvicinati che possono cambiare una carriera, anche se quella di Youssef Maleh, italo-marocchino bolognese, ha già preso una svolta decisiva. Vale la pena di scoprire il suo mondo, ora colorato d’azzurrino.

Classe ’98, nato a Castel San Pietro, ma medicinese d’adozione come tiene a specificare papà Rachid che, invece, come mamma Zohra e la sorella maggiore Houda, è marocchino di Casablanca. Arrivò in Italia nell’82: "Youssef è cresciuto a Portonovo, il paese di Bulgarelli, a pochi metri dal campo da gioco, dove ha passato l’intera infanzia. A 6 anni ha iniziato a giocare a calcio nel Medicina, tutto il settore giovanile fino ai 14 anni. Poi è arrivata la chiamata del Cesena. Prima del Cavalluccio, su di lui aveva puntato gli occhi il Milan, che Youssef sfiorò soltanto, pur avendo superato il provino, perché troppo giovane per andare a vivere da solo nella foresteria rossonera. E quindi, bianconero fu. "Medicina-Cesena, avanti e indietro in macchina: l’ho accompagnato sempre io – racconta papà Rachid – poi, una volta arrivato in Primavera, gli hanno dato una casa, il primo anno e mezzo l’ho vissuto là con lui".

I sacrifici e l’amore di una famiglia, col supporto costante del fratello Assen, suo primo tifoso, che come Youssef è nato in Italia: il resto, ovvero passione, costanza e voglia di non mollare mai, lo ha messo in campo quel ragazzo che, oggi, indossa la maglia numero 29 e si gioca la Serie A. "Dopo il fallimento del Cesena, il cartellino lo ha rilevato il Venezia: un anno e mezzo di prestito al Ravenna in C, poi è arrivato il salto in Serie B".

I numeri (5 gol in 32 presenze), che hanno trascinato il Venezia a giocarsi la promozione, le qualità e il talento mostrati gli sono valsi un’altra chiamata, questa volta dalla Serie A: la Fiorentina, a gennaio, si è assicurata le sue prestazioni, blindandolo prima di lasciarlo in prestito altri 6 mesi ai lagunari. "Non pensavamo sarebbe mai arrivato a questo punto – afferma papà Rachid, in coro col fratello Assen – di solito, ne arriva uno su un milione… Youssef è un ragazzo umile, che ha lavorato tanto e si merita tutto. La sua tranquillità e la capacità di non esaltarsi sono state la sua forza. Naturalmente noi siamo contenti, ma la strada è lunga: già così è tanto, tutto ciò che verrà, sarà di guadagnato".

Il viaggio di Maleh continua, anche se a voltarsi indietro e rivedere il meraviglioso manto erboso di Portonovo, fa capire che di strada Youssef ne ha fatta tanta, rendendo orgogliosa un’intera comunità, e ne farà ancora. E forse un giorno dovrà fare la scelta definitiva tra Italia e Marocco. "Adesso c’è la maglia dell’Under 21, per il futuro non è stato programmato nulla".