L'olandese Van Der Breggen
L'olandese Van Der Breggen

Imola, 26 settembre 2020 - E’ l’Emilia romagna ad offrire oggi il mondiale di ciclismo più duro degli ultimi 30 anni, con un percorso che non lascia respiro, adagiato sui calanchi del territorio.

Ad aver azzeccato il momento giusto per andare all’arrembaggio è stata l’olandese volante Anna Van Der Breggen che centra una doppietta storica conquistando l’oro mondiale su strada dopo aver centrato, giovedì, il titolo iridato a crono.

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Per lei è il secondo iride nella prova in linea dopo quello del 2018 a Innsbruck. Crono e strada nello stesso mondiale, una doppietta riuscita solo nel 2018 alla francese Longo.

Per l’Olanda si tratta del quarto oro consecutivo al mondiale. In questo dominio tutto olandese, alla Van Der Breggen è bastato solo un colpo per mettere ko il gruppo e far suo il mondiale ma il suo asso nella manica è stato anche la compagna Van Vleuten che nel momento in cui la capitana ha fatto il vuoto, ha saputo incollarsi alle ruote delle altre tre inseguitrici, tra le quali l’italiana Elisa Longo Borghini, facendo saltare l’accordo.

Buona strategia, che nella volata a due con la Longo Borghini è riuscita a metterle davanti la sua ruota. Buona prova anche per l’azzurra che comunque non ha mai mollato, regalando un’altra medaglia all’Italia. Domani, invece, tocca ai professionisti.

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La corsa

Sono 143 le donne al via della prova in linea del Mondiale, orfane dell’americana Chloe Dygert, caduta nella crono di giovedì, e l'uzbeka Olga Zabelinskaya, a causa della positività al Covid-19. Da affrontare sono 144 km e 2750 metri di dislivello su strade completamente riasfaltate ma abbastanza strette e soprattutto un continuo saliscendi che non permette mai di abbassare la guardia. E strizza l’occhio a chi, prendendo un vantaggio già di 150 metri, potrebbe nascondersi alla vista del gruppo, favorito dai calanchi emiliano romagnoli.

Dopo la sortita di un tandem di cicliste a rendere la cosa più interessante, a 82.6 km dal termine, la formazione di un gruppo in fuga, con, all’interno anche un’azzurra: l’australiana Grace Brown, la canadese Alison Jackson, Amy Peters (Olanda), Katia Ragusa (Italia), Lisa Brennauer (Germania), Christine Majerus (Lussemburgo), Susanne Andersen (Norvegia), Tayler Wiles (Stati Uniti), Juliette Labous (Francia) e le sorelle inglesi Alice e Hannah Barnes. Il loro vantaggio è stabile a 1’30 ma il team non ha la collaborazione dell’azzurra perché nel gruppo alle spalle, davanti ci sono proprio le sue compagne a controllare i giochi. Le cose si rimescolano tra chi lascia la fuga e chi invece la raggiunge mentre la media di corsa continua a mantenersi ancora abbastanza bassa, facendo pensare che l’esplosione arrivi all’ultimo giro del circuito.

C’è tanto vento a rendere complessa la prova e a 50 km dal termine, dopo una lunga rincorsa, la slovena Bujak riesce ad agganciare la fuga che ora conta 10 atlete mentre alle spalle è Anna Van der Breggen ad attaccare ma attenta, è la nostra Longo Borghini a mettere la parola fine. E’ suonata la sveglia, il gruppo accelera, si allunga e perde pezzi nelle retrovie vedendo in difficoltà anche l’italiana Tatiana Guderzo. Ai 43 km il gruppo tiene nel mirino la fuga fermandosi a 20” ma, cominciata la quarta salita al Gallisterna, è ancora l’olandese a forzare con Marianne Vos a cercare l’attacco.

Attentissima la Longo Borghini controlla e si incolla alle prime ruote mentre la strada sale al 14% e il tifo del pubblico si fa sentire sventolando tantissime bandiere tricolori. Quasi in cima allunga la neo campionessa del mondo a crono Van der Breggen (Olanda) facendo il vuoto alle sue spalle ma sempre con la capitana dell’Italia che, pur non tenendo la ruota dell’olandese, sale cercando il riaggancio. Alle spalle della Van der Breggen, a 47”dunque, sono in 4: Longo Borghini, l’inglese Deignan, l’olandese Vleuten, e la danese Ludwig mentre il gruppo è posizionato a 1’41” e mancano 34 km al termine.

Ovviamente la Vleuten non collabora e questo è un ulteriore elemento di nervosismo nel gruppetto che perde terreno e viene riassorbito dal gruppo a 29 km dal termine, entrando in Autodromo. Suona dunque la campana dell’ultimo giro e la situazione vede ora la Van der Breggen a 1’45 sul gruppo compatto che però procede senza aumentare il ritmo e tirato solo da un paio di unità. L’olandese continua a guadagnare tant’è che a 18 km dal termine ha un gap di 2’ che continua ad aumentare. Ai  -12 km attacca la Longo Borghini sulla salita cercando , a questo punto, un posto sul podio. La Van Vleuten (Ola), nonostante il polso appena operato e con il tutore, non la molla e in tandem si allontano dal gruppo. A 6 km l’olandese ha ancora 1’35 di vantaggio sulla coppia inseguitrice e 2’05 sul gruppo. Ovviamente la Van Vleuten non è generosa di cambi, tenendosi alle spalle dell’italiana. All’entrata in autodromo è ancora davanti la Longo Borghini tallonata dall’olandese. Allo sprint tra le due, ad avere la meglio è la Van Vleuten mentre la nostra portabandiera sale sul terzo gradino del podio. Dietro è ancora l’Olanda a dominare con il 4° posto della Vos.

Ordine d'arrivo

1) van der BREGGEN Anna (Paesi Bassi) km 143 in 4:09:57 alla media di 34.327 km/h)

2) van VLEUTEN Annemiek (Paesi Bassi) +1:20

3) LONGO BORGHINI Elisa (Italia) +1:20

4) VOS Marianne (Paesi Bassi) +2:01

5) LIPPERT Liane (Germania) +2:01

6) DEIGNAN Elizabeth (Gran Bretagna) +2:01

7) NIEWIADOMA Katarzyna (Polonia) +2:01

8) LUDWIG Cecilie Uttrup (Danimarca) +2:41

9) BRENNAUER Lisa (Germania) +3:08

10) REUSSER Marlen (Svizzera) +3:08