I disastri e la legge della natura

Dopo l'alluvione mi ha colpito il commento più gettonato di tutti: "Eh beh questa è la natura che ci punisce". Occorre fare una riflessione e veramente ci sarebbe tanto da discutere. La natura non punisce nessuno, il concetto di punizione divina per soggiogare i popoli nasce direttamente dalla mente umana che ha costruito il castigo inflitto dalle divinità come ammonimento per coloro che vi assistono, in modo che possano temere le conseguenze delle loro azioni, casomai disobbedissero. Una storia che va avanti da millenni e presente praticamente in ogni religione. E sinceramente lo capisco, l'uomo è una bestia feroce, capace di notevoli atrocità e la religione ne ha in parte arginato gli istinti animaleschi, cercando di elevarne la spiritualità, di questo le rendiamo merito. Tuttavia la natura non è così, non ragiona così, non conosce punizione e vendetta. Dall'alto della sua grandezza la natura segue i suoi ritmi e le sue leggi con terremoti, calamità naturali, eruzioni vulcaniche e alluvioni a cui contrappone paesaggi meravigliosi. Vi ricordo che i principali dissesti idrogeologici dell'ultimo secolo sono stati causati da un'edilizia selvaggia in zone inidonee, iniziata nel dopoguerra. Lo stesso Vajont lo possiamo indicare come una delle più grandi tragedie evitabili se solo si fossero seguite le indicazioni dei geologi. E nonostante ciò la natura non ci punisce, raccogliamo i frutti delle nostre azioni. Negli ultimi vent'anni è passato il concetto che la scuola non serve a nulla, la televisione ha passato il messaggio che se sei bella puoi arrivare in capo al mondo e se sei ricco puoi comprare tutto, compreso l'amore e la felicità. Avete creato una generazione di ragazzi che non sa più in cosa credere, dopo che rapidamente ha capito che vivere di like è distruttivo e che la felicità deriva dal sacrificio, dalla passione, dal desiderio coltivato ogni giorno e dalla speranza, che gli avete tolto dicendo che tanto non c'è lavoro, non c'è futuro, e che gli unici che hanno successo sono le belle e i milionari, mentre gli altri devono subire un narcisismo e un bullismo velato che criticate ma che esiste in tutti gli angoli della nostra società. Rimane la scuola, che avete denigrato trattando in Italia gli insegnanti come vagabondi con tre mesi di vacanza, avete detto che la scuola non serve a nulla e per fare soldi non serve la laurea, o meglio che i laureati guadagnano molto meno di altri, questo ve lo confermo in effetti. Avete dimenticato che la scuola non serve a diventare ricchi economicamente, o meglio non basta, ma che arricchisce di senso critico. Aprire la mente rende tolleranti, disposti al dialogo e ragionevoli, cancella la superstizione e la paura, spinge a cercare soluzioni. Non spieghiamo Pitagora, Socrate, Platone, la seconda guerra mondiale, Dante, Caravaggio, educazione civica e ambientale, il sistema solare, il momento angolare e le equazioni perché siamo cattivi, ma perché vogliamo che siate grandi, con una grande mente, migliori di noi. Una volta ho fatto vedere una conchiglia fossile a una signora anziana e le ho detto che l'avevo trovata sulle Alpi, lei ha risposto che ero ignorante perché sulle Alpi non c'è il mare e non ci sono conchiglie. La stessa signora che da quarant'anni si fa maltrattare dal marito e tace in cambio dei soldi per la parrucchiera perché non sa cosa dire e fare. Diceva Socrate: “È sapiente solo chi sa di non sapere, non chi s'illude di sapere e ignora così perfino la sua stessa ignoranza”.

Alice Barbieri