Il racconto di Lallo Giulietti ha catturato l’interesse del pubblico della sala parrocchiale civitanovese
Il racconto di Lallo Giulietti ha catturato l’interesse del pubblico della sala parrocchiale civitanovese
Due ore in collegamento Skipe con Belo Horizonte, Brasile, a parlare della propria esperienza e, soprattutto, di coronavirus, dei guasti irreparabili che esso provoca in una terra che non ha risorse e dove neanche il Governo Bolsonaro presta attenzione ad una pandemia di fortissimo impatto. E a parlare anche di Amazzonia, l’immensa foresta che dà respiro a tutto il mondo ma in fase di...

Due ore in collegamento Skipe con Belo Horizonte, Brasile, a parlare della propria esperienza e, soprattutto, di coronavirus, dei guasti irreparabili che esso provoca in una terra che non ha risorse e dove neanche il Governo Bolsonaro presta attenzione ad una pandemia di fortissimo impatto. E a parlare anche di Amazzonia, l’immensa foresta che dà respiro a tutto il mondo ma in fase di progressivo impoverimento perché fatta oggetto di speculazione a fini industriali e altro. Tutto questo l’altra sera, nella sala parrocchiale della chiesa di San Pietro, alla presenza di una cinquantina di persone, il massimo imposto dal distanziamento Covid. Dall’altra parte del mondo, Lallo Giulietti, che da anni ha deciso di vivere il suo impegno umano e sociale tra i poveri e i disperati, e padre Pigi Bernareggi, ultraottantenne di cui più di mezzo secolo dedicato ai brasiliani delle favelas.

Ad organizzare l’evento Aldo Caporaletti, promoter culturale, in collaborazione con don Mario Colabianchi e Anna Donati, dell’Associazione Arte.

Due ore intense e con dibattito a distanza, e una maggiore conoscenza di un Brasile che nel mondo diffonde allegria e bellezza in tutte le sue forme, a dispetto di una situazione interna quantomeno disastrosa e distratta anche nelle sue cose più serie. Ne ha parlato Giulietti sottolineando la mancanza di una politica unitaria e attenta ai reali bisogni, instabile, contraddittoria ed eternamente vacillante. Posizione diversa, invece, quella di padre Pigi, che ha glissato sulla politica e ha dato della pandemia una lettura escatologica, secondo cui, se da una parte è una tragedia su cui piangere, dall’altra è da interpretare con serenità perché induce a riflettere sulla bellezza di un mondo estrasensoriale migliore verso cui tutti si deve puntare. Concetto, c’è da dire, mal digerito in tanta parte della platea. "Sarà anche vero", ha commentato qualcuno, "ma io voglio vivere bene anche di qua".

Giuliano Forani