Gentile lettrice,

come lei dice, le norme anticontagio stanno causando un grave e triste impoverimento generale, sia dal punto di vista economico, sia da quello culturale, emotivo e anche sentimentale. Sono vietate le cene tra gli amici, molti studenti e molti professori sono in quarantena e costretti alle lezioni via internet, i locali chiudono alle 18, le attività sportive sono congelate, e appunto anche gli spettacoli e i concerti sono rinviati a chissà quando. Non è una perdita da poco, per chi ci lavora, moltissimi dei quali non hanno uno stipendio fisso, e per chi partecipa: ci stiamo rimettendo tutti, con questa pandemia. Tuttavia, il controllo dei contagi ci impone misure drastiche, che potremmo forse limitare solo con un comportamento fortemente autoresponsabilizzato. E invece troppe prove confermano che, se lasciati liberi, tendiamo a dimenticare che siamo nel mezzo di una emergenza mondiale. Però, sarebbe un bene se questa perdita momentanea ci facesse capire l’importanza di tante cose che abbiamo dato per scontate o di cui ci siamo disinteressati: magari, appena ci sarà modo, potremmo pensare di rinunciare ad Amazon e di tornare al negozio sotto casa, a spegnere la tv e andare a sentire un concerto.

paola.pagnanelli@ilcarlino.net