Alessandro Valori durante le riprese del film 'Tiro libero' (Foto Calavita)
Alessandro Valori durante le riprese del film 'Tiro libero' (Foto Calavita)

Macerata, 11 settembre 2019 - Il regista maceratese Alessandro Valori, 54 anni, è morto l’altroieri sera per un infarto mentre si trovava a cena con l’imprenditore Iginio Straffi della Rainbow, e con alcuni sceneggiatori statunitensi in un ristorante di Recanati. Inutile il disperato tentativo dei sanitari di rianimare il regista dopo l’allarme scattato poco dopo le 21. Non c’è stato purtroppo niente da fare. Nato a Macerata nel 1965, Valori, figlio del noto avvocato Domenico scomparso anni fa, ha cominciato a lavorare nel cinema nel 1984 come assistente alla regia di Lina Wertmuller, collaborando poi, nel 1986, con Paolo e Vittorio Taviani.

Nel 1991 ha co-sceneggiato «Le città di Giacomo Leopardì» (un film tv in quattro puntate per la Rai). Nel 1991 ha fondato la società di produzione Notorius e ha diretto vari videoclip musicali per artisti emergenti e affermati come Gigi D’Alessio. Nel 2001 ha curato la regia del backstage del film di Marco Bellocchio «L’ora di religione» e ha lavorato come primo aiuto regista di Sabina Guzzanti nel film «Bimba». Nel 2003 l’esordio alla regia con «Radio West», il primo lungometraggio con Pietro Taricone e Kasia Smutniak Radio West. Nel 2008 è uscito il suo secondo film, «Chi nasce tondo...» con Valerio Mastandrea e Sandra Milo. Arriveranno poi «Come saltano i pesci» (2016), con Simone Riccioni e Marianna Di Martino, e «Tiro libero» (2017), ancora con Riccioni. Oltre ai fratelli Federico e Alfonso, entrambi avvocati, lascia la compagna Carmen Russo e un figlio. Oggi la salma sarà composta all’obitorio dell’ospedale di Macerata e alle 16 sarà celebrato il funerale nella chiesa dell’Immacolata. 

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«L’altra sera con Alessandro è morta anche una parte di me». Iginio Straffi della Rainbow è distrutto per la morte dell’amico e collaboratore Alessandro Valori, l’imprenditore aveva puntato sul suo compagno di scuola che nel tempo aveva sviluppato una sensibilità nell’individuare le storie che funzionano, i nuovi attori, le sceneggiature da correggere e rendere vincenti. L’altra sera difatti avrebbero dovuto parlare con due sceneggiatori americani, ma prima Straffi e Valori si erano visti ed avevano scherzato, poi l’organizzazione della cena, la scelta di Recanati per poi fare due passi con gli ospiti stranieri.

Un’energia condivisa che sembrava non doversi fermare più, tante le idee e i progetti in cantiere. All’improvviso tutto è finito. «Per me – aggiunge Straffi – che ho visto morire Alessandro c’è oggi un grande senso di ingiustizia: ecco cosa provo. Alessandro era nel pieno del suo sforzo creativo, ricco di idee, di stimoli, di speranze e di voglia di concretizzare i tanti progetti immaginati insieme. Faceva tutto questo senza frenesia, ma con la sua forza tranquilla di uomo buono, di intellettuale profondo ma gentile e mai arrogante».

La notizia della morte di Valori è stato uno tsunami che ha stravolto familiari, parenti, colleghi, amici e attori. «Sono sconvolta», dice Valentina Capecci che ha firmato la sceneggiatura del film «Tiro libero». «Ricordo la sua allegria, la risata prorompente, l’ottimismo, le sue battute, il suo ottimismo, la capacità di sdrammatizzare i problemi e risolverli». «Non sono riuscito a contenere le lacrime. Voglio ricordarlo – dice l’attore Simone Riccioni – con il sorriso che gli illumina il volto, per la capacità di risolvere i problemi. Alessandro era un buono, una persona che metteva il cuore su ogni cosa ed ecco perché è entrato nel cuore delle persone con i suoi lavori». Si erano sentiti per telefono poco tempo fa. «Avevamo parlato della possibilità di girare «“Come saltano i pesci 2”».

È distrutto l’avvocato Simone Baldassarri, compagno di classe sia alle Medie sia allo Scientifico. «Eravamo come in simbiosi, era il migliore amico, spesso stava da me quando era nelle Marche. Alessandro era una persona eccezionale, affidabile: lui aveva tutto ciò che di buono si può dire di una persona». Il sindaco Romano Carancini e l’amministrazione hanno espresso, anche a nome della città, ai familiari cordoglio per la morte di Valori «ricordandone – si legge nel telegramma a firma del sindaco – con ammirazione e riconoscenza, l’alto contributo artistico-culturale offerto attraverso il suo talento e la sua professionalità, nonché il grande legame con il territorio di appartenenza, con le sue genti e con le sue bellezze».