Alluvione, Netti tra gli indagati: "Bene un’inchiesta ad ampio raggio, ma mancano i veri responsabili"

L’ex presidente del Consorzio di bonifica: affronteremo tutto, nessuno è al di sopra di ogni sospetto

Alluvione, Netti tra gli indagati: "Bene un’inchiesta ad ampio raggio, ma mancano i veri responsabili"

Alluvione, Netti tra gli indagati: "Bene un’inchiesta ad ampio raggio, ma mancano i veri responsabili"

Si aspettava una indagine con dentro anche il suo nome, perché nelle settimane scorse aveva già fornito dei documenti che la Guardia di finanza aveva chiesto, indagando sull’alluvione del 2022 nell’Anconetano per conto della Procura abruzzese, ed è anche pronto ad andare a dibattimento se per lui arriverà un rinvio a giudizio. "Questo processo sarà il benvenuto – commenta il maceratese Claudio Netti, 74 anni, avvocato ed ex presidente del Consorzio di bonifica delle Marche – dopo quello che è successo e per rispetto alle vittime che ci sono state era doverosa una indagine con persone indagate a largo raggio. Nessuno può essere al di sopra di ogni sospetto". Netti è ancora nel cda del Consorzio Bonifica delle Marche ed è tra i 23 indagati del filone bis emerso con le notifiche della chiusura indagini effettuate lunedì. E’ indagato per il ruolo ricoperto come amministratore straordinario del consorzio dal primo gennaio del 2014 e fino al 24 luglio del 2015 e poi come presidente dal 24 luglio 2015 fino al 15 settembre del 2022. Due i reati ipotizzati come per altri: la cooperazione in inondazione colposa e la cooperazione in omicidio colposo plurimo (le vittime furono tredici). "Affronterò tutto – continua Netti – ma devo dire che i veri responsabili del fatto, per quanto eccezionale sia stato, ancora mancano a questa inchiesta. Figure importanti. C’era chi doveva fare la programmazione delle cose da fare e doveva mettere le risorse per farle, ma vedo che solo chi si è dato da fare (dirigenti regionali, ndr) per ciò che non è stato fatto da altri è finito indagato. L’indagine avviata dalla Procura dell’Aquila aiuta molto per attenuare in futuro altri pericoli. La Regione ha di molto accelerato il passo con il ministero per la sicurezza, poi sappiamo che il rischio zero non esiste mai. Le cose da fare sono tante, ma abbiamo visto che là dove sono state fatte l’alluvione non ha fatto danni, parlo di Falconara ma anche di Morrovalle. Sono state create le vasche di espansione. Servono progetti e agevolare chi opera. Spesso anche il solo taglio dei vegetali è una via crucis per vincoli esistenti e vincoli che si inventano. Dal 2006 c’erano le risorse non sono state spese, le abbiamo spese noi".