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22 giu 2022

"Alunna maltrattata, giudizio immediato"

Insegnanti sotto accusa, la richiesta della procura. Per Cingolani un anno di sospensione dagli incarichi, attesa per il riesame sui domiciliari

22 giu 2022
paola pagnanelli
Cronaca
La maestra Cingolani all’uscita dall’interrogatorio di garanzia (foto d’archivio)
La maestra Cingolani all’uscita dall’interrogatorio di garanzia (foto d’archivio)
La maestra Cingolani all’uscita dall’interrogatorio di garanzia (foto d’archivio)
La maestra Cingolani all’uscita dall’interrogatorio di garanzia (foto d’archivio)
La maestra Cingolani all’uscita dall’interrogatorio di garanzia (foto d’archivio)
La maestra Cingolani all’uscita dall’interrogatorio di garanzia (foto d’archivio)

di Paola Pagnanelli

In attesa che il riesame decida sugli arresti domiciliari, la procura chiede il giudizio immediato per l’insegnante di sostegno e l’assistente di una studentessa autistica di Tolentino, accusate di averla maltrattata. E per l’insegnante è arrivata anche la sospensione di un anno dall’ufficio scolastico. Ieri mattina ad Ancona si è tenuta l’udienza per Alessia Cingolani, insegnante di sostegno ma anche professoressa di filosofia a Civitanova, e Marta Morroto, dipendente di una cooperativa e incaricata di aiutare la studentessa. In aula, il sostituto procuratore Rita Barbieri ha depositato gli ultimi atti di indagine, tra i quali ad esempio l’analisi delle conversazioni via messaggio sui cellulari eseguita dal consulente Luca Russo. La procura ha chiuso le indagini sulle due, e ha chiesto al giudice per le indagini preliminari Claudio Bonifazi di disporre il giudizio immediato per entrambe, ritenendo pacificamente provata l’accusa di maltrattamenti. A sostegno della tesi della procura, ci sono soprattutto i quindici giorni di riprese fatti a scuola, dopo che una tirocinante aveva segnalato alcuni comportamenti tenuti nei confronti della ragazzina autistica dalle due. Sulla base dello stesso materiale, il sostituto procuratore Barbieri ha fatto appello contro la decisione del gip di revocare gli arresti domiciliari alle indagate, chiedendo la conferma della misura nel timore che, tornate a scuola le due, si possano ripetere le stesse situazioni. Contro questa istanza si sono espressi gli avvocati Nicola Piccinini e Diego Casadidio per Cingolani, che era in tribunale, e l’avvocato Renato Coltorti per Morroto. La misura degli arresti domiciliari è stata contestata sotto vari profili dai difensori: Morroto si è sospesa dalla cooperativa, Cingolani ha dichiarato che tornerà a insegnare filosofia a Civitanova e non farà più il sostegno, dunque a questo punto non ci sarebbe alcun pericolo di reiterazione del reato. Quanto agli elementi ulteriori prodotti dalla procura, non riguarderebbero la sussistenza delle esigenze cautelati ma solo il fatto in sé. I giudici si pronunceranno nei prossimi giorni in merito a questo punto. Intanto però la procura va avanti, e chiuse le indagini è stata depositata la richiesta di giudizio immediato, per sottoporre subito le indagate al vaglio del tribunale. Le due però – devastate dalla vicenda - negano tutto e assicurano di non aver fatto nulla di male alla studentessa. I filmati documenterebbero anche i momenti positivi con la ragazza, l’impegno dell’insegnante e dell’assistente con lei.

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