LORENZO FAVA
Cronaca

Gli assistenti scolastici protestano: “Ruolo indispensabile, più stabilità”

In piazza il personale che si occupa degli studenti con disabilità. Chiedono l’internalizzazione del servizio

Il ritrovo organizzato dalla Fp Cgil e, Giovanni Smargiassi della Fp Cgil. Sono una trentina i dipendenti che hanno spiegato le ragioni della manifestazione  I sindacalisti hanno anche incontrato il prefetto per chiedere un intervento (foto Calavita)

Il ritrovo organizzato dalla Fp Cgil e, Giovanni Smargiassi della Fp Cgil. Sono una trentina i dipendenti che hanno spiegato le ragioni della manifestazione I sindacalisti hanno anche incontrato il prefetto per chiedere un intervento (foto Calavita)

Macerata, 13 giugno 2024 – Gli assistenti scolastici delle cooperative si sono riuniti ieri mattina per una manifestazione in piazza della Libertà.

Una trentina di lavoratori iscritti alla Fp Cgil, che assistono a scuola ragazzi con disabilità, “versano in condizioni irricevibili” e chiedono una soluzione urgente a livello nazionale, quella dell’internalizzazione del servizio all’interno del Ministero dell’istruzione.

Sono 65mila in Italia e oltre duemila nelle Marche gli educatori che a scuola danno un sostegno alle alunne e agli alunni con disabilità. Le ragioni della protesta le hanno spiegate ieri mattina. “Quello che svolgono – spiega il sindacalista Fp Cgil Giovanni Smargiassi –, è un vero e proprio lavoro a cottimo legalizzato, che costringe, pur con contratti a tempo indeterminato, ad un precariato perenne. Nel tempo che serve ad internalizzare questi lavoratori, che operano in condizioni non dignitose che si riflettono sugli stessi ragazzi assistiti, possono essere trovati dei correttivi a livello locale. È doveroso procedere ad un’uniformazione degli appalti sul territorio, così che tutti gli enti che appaltano alle cooperative debbano riconoscere a questi lavoratori il ruolo di educatori, cosa che di fatto sono. Questa dovrebbe essere la bussola per guidare interventi territoriali. Servirebbe poi uno strumento per recuperare le ore perse”.

I lavoratori delle cooperative, infatti, non vengono pagati se i ragazzi che assistono non vanno a scuola, per motivi di salute o altro. Angela Pagano, della cooperativa Il Faro, lamenta: “Non ci viene riconosciuto nulla. Non siamo insegnanti, non facciamo parte del personale Ata. Vogliamo essere internalizzati. Questo si somma al fatto che ogni giugno si presenta il problema della sospensione del contratto. Non percepiamo stipendio, non abbiamo alcuna certezza, siamo perennemente precari. Talvolta ci interfacciamo con le famiglie, peraltro, quanto e più degli insegnanti di sostegno”.

Riccardo Seghetta, che appartiene alla stessa cooperativa, aggiunge: “Il nostro ruolo è fondamentale, soprattutto come mediazione tra insegnanti, famiglie, servizi. Lavoro da sette anni nella scuola, e abbiamo grandi dubbi sul futuro, con chi lavoreremo e per chi. Un alunno che seguivo venne operato, mancò da scuola tre mesi, e io per tre mesi non venni pagato”.

“La nostra è una categoria fantasma. Lavoriamo in sinergia con l’insegnante di sostegno, con ruoli complementari. Siamo precari a tempo indeterminato – sottolinea Lara Taddei, assistente a comunicazione e autonomia che è parte del direttivo della funzione pubblica Cgil –, la nostra figura è marginale. Quando la scuola finisce, molti di noi cercano altri tipi di impiego. Auspichiamo una soluzione, o nei capitolati d’appalto o nell’internalizzazione”.

Nella mattinata, i sindacalisti della Cgil hanno incontrato anche il prefetto Isabella Fusiello, chiedendo di intervenire rispetto alla situazione che è stata denunciata. Al prefetto hanno chiesto in primis l’internalizzazione dei lavoratori o almeno dei correttivi a livello territoriale.