Messaggi e chiamate continui, insulti volgari, minacce contro la ex che lo aveva lasciato: di tutto questo era accusato un operaio 44enne di Porto Sant’Elpidio. Ma in tribunale ha dimostrato di non aver commesso alcun reato. I fatti al centro del processo risalivano ai mesi tra gennaio e giugno...

Messaggi e chiamate continui, insulti volgari, minacce contro la ex che lo aveva lasciato: di tutto questo era accusato un operaio 44enne di Porto Sant’Elpidio. Ma in tribunale ha dimostrato di non aver commesso alcun reato. I fatti al centro del processo risalivano ai mesi tra gennaio e giugno dell’anno scorso, e sarebbero avvenuti a Corridonia. Secondo l’accusa l’operaio se la sarebbe presa con la donna con cui aveva avuto una storia, accusandola di averlo tradito. Avrebbe iniziato dunque a tempestarla di messaggi, costringendola a bloccarlo su tutte le piattaforme dove questo è possibile. L’avrebbe chiamata anche di notte, insultandona con epiteti volgarissimi e minacciando di vendicarsi: "Ne pagherai le conseguenze, credici, non ho nulla da perdere. Avrai una dura lezione". Un giorno si sarebbe presentato nello chalet di Porto Potenza dove lei era con le amiche, anche lì insultandola davanti a tutti. Sarebbero anche proseguite le chiamate a tutte le ore, per tormentare la ex compagna con le accuse di infedeltà e minacciarla in vario modo. Così era partita la denuncia per stalking. Ieri, in tribunale a Macerata si è tenuta l’udienza preliminare. L’imputato, difeso dagli avvocati Fabrizio ed Eleonora Cesetti, ha chiesto il processo con il rito abbreviato. Il pm Rosanna Buccini ha dunque chiesto per lui la condanna a un anno di reclusione. Alla richiesta si è associato l’avvocato Sandro Pugliese, parte civile per la donna. Ma alla fine il giudice Potetti ha assolto l’operaio "perché il fatto non sussiste".